Taranto, ex Ilva: sentenza di assoluzione della Cassazione per gli ex vertici, Riva e Capogrosso

Cronaca

Fabio Riva, ex rappresentante legale dell’Ilva, e Luigi Capogrosso, ex direttore dello stabilimento siderurgico di Taranto, hanno ricevuto conferma della sentenza di assoluzione dalla Corte di Cassazione rispetto ai reati comminatili ai tempi della loro gestione del colosso industriale

Monica Montanaro

Sentenza piena di assoluzione confermata dalla Corte di Cassazione per Fabio Riva, ex rappresentante legale dell’Ilva, e per Luigi Capogrosso, ex direttore dello stabilimento siderurgico di Taranto, accusati, in concorso con altri, di omicidio colposo e omissione dolosa di cautele per aver causato presuntivamente la morte di due lavoratori esposti all’amianto: Cosimo Adamo e Vito Ancona. La Corte di Cassazione romana non ha accolto il ricorso avanzato dalla Procura generale e delle parti civili, tra cui Aiea (Associazione Nazionale Esposti Amianto), i quali hanno contestato  la sentenza di assoluzione emessa della Corte d’appello che ribaltò la sentenza di condanna a sei anni di reclusione inflitta ai due imputati dal Tribunale di  primo grado.

La decisione assunta dalla Cassazione è di assoluzione di tutte le pendenze penali in capo a Riva e Capogrosso, arrivando a sentenza dopo aver temporeggiato in un primo momento, procrastinando il suo giudizio per un difetto di notifica relativa alla posizione degli stessi ex vertici dell’impanto siderurgico di Taranto. Inoltre, la Corte ha annullato con rinvio, a causa della rideterminazione della pena, le condanne agli ex dirigenti del colosso siderurgico Sergio Noce e Attilio Angelini, i quali avevano subito una condanna rispettivamente a due anni e quattro mesi di reclusione e due anni di reclusione dalla Corte di Appello di Taranto in data 23 giugno 2017.
Maura Crudeli, presidente nazionale di Aiea, e Fulvio Aurora, responsabile delle vertenze giudiziarie della stessa Associazione, hanno rilasciato una dichiarazione tramite un comunicato stampa relativamente alla sentenza legale decretata dalla IV Sezione Penale della Corte di Cassazione. esternando “profonda delusione e amarezza” per l’esito del processo ex Ilva.