Cronaca

La scomparsa di Angelo Rusciano. Ricordando un uomo colto e capo gabinetto della Provincia di Taranto

 

Pierfranco Bruni 


È scomparso Angelo Rusciano. Un uomo di stile. Un dirigente e capo di gabinetto dell’ente Pronvicia di Taranto. Un uomo colto. Un intellettuale nella amministrazione. Aveva 82 anni. È stato un vero amico e collaboratore.

Un rapporto di antica data, quello con Angelo Rusciano. Una figura istituzionale che comprendeva immediatamente sia l’esigenza istituzionale, sia le problematiche che diventavano immediate nel momento in cui si progettava un evento. Una personalità di spicco nella provincia di Taranto. L’ho avuto come capo di gabinetto nel periodo di assessorato alla cultura e come vice presidente nella fase della mia vicepresidenza alla provincia di Taranto.

Erano frequenti i nostri rapporti e legami. Capiva al volo ciò che si voleva fare. Lo ha sempre caratterizzato la risoluzione di quei problemi che, per me e per noi, sembravano a volte difficoltosi sia dal punto di vista amministrativo che istituzionale. Angelo Rusciano trovava sempre la strada per riuscire a risolvere i nodi che si venivano a creare.
Abbiamo fatto molti eventi insieme. Se in quel periodo la provincia ha prodotto molta cultura e innumerevoli attività, lo si deve in modo particolare alla sua solerzia. Ricordo un Ferragosto di quegli anni (tra il 1995 e il 1999) quando tutti erano al mare e noi due a lavorare. Angelo era instancabile. Lavorammo fino a tarda notte perché dovevamo mettere in moto quel MAGNA GRECIA FESTIVAL. Vi riuscimmo in una settimana, soprattutto per merito suo. Le idee partivano dall’assessorato, ma era lui che forgiava il tutto, che manteneva i rapporti con l’esterno, che cercava di incasellare i tasselli all’interno del mosaico. Se le attività hanno avuto uno sviluppo positivo, e l’immagine ha prodotto un risultato, lo si deve in modo particolare alla sua preparazione, alla sua professionalità.
Non era un uomo che si limitava a stare nella sua stanza e a lavorare a tavolino. Seguiva sempre con molta attenzione gli eventi. Un altro episodio importante fu la mia prima iniziativa, dal punto di vista culturale, che si svolse a Roma. Facemmo una mostra su una civiltà rupestre e su Carlo Levi. Immagini che tornano costantemente alla mia mente. Mi trovavo a Roma al Museo di Tradizioni Popolari dove si è inaugurata la mostra sulle civiltà rupestri e su Carlo Levi e lui era lì a indicare i percorsi della mostra. A dire, con molta intelligenza e preparazione, come creare le possibilità per una maggiore visibilità. Non era, quindi, solo il burocrate, ma quell’uomo preparato culturalmente che conosceva e si documentava di continuo.
Dentro ogni attività, ogni evento c’era la sua presenza che dava forza a tutti noi. Anche a coloro che si sono avvicinati, a volte da neofati, portando solo idee e non esperti della macchina burocratica-amministrativa, lui riusciva a infondere coraggio e positività. Angelo Rusciano è riuscito a creare una rete così importante con grande dignità, moralità, eticità, che ha permesso alla provincia di sviluppare, in quegli anni, eventi importanti. Mi riferisco alla mostra su De Chirico al castello, alle grandi attività sui libri. Era attivo anche fuori dalla città. Presenziò a un importante Convegno sull’Archeologia che si tenne a Firenze. Seguiva sempre con la sua solita pazienza e solerzia il modello di sviluppo di un determinato convegno e attività .
Ma non c’era solo questo in Angelo Rusciano. C’era anche la percezione e l’intuizione di andare oltre ogni attività, individuandone l’obiettivo e lo sviluppo futuro. Perché ogni attività non doveva avere un limite definito, ma la possibilità di andare oltre. Non esistevano (per ciò che per mi riguarda, per la mia esperienza fatta in provincia) attività episodiche. In lui c’era l’idea, ogni qualvolta si preparava una delibera, della progettualità. E questo mi sembra un fatto importante, innovativo, che ha fatto scuola.
Era un maestro. La signorilità, l’eleganza, lo stile lo hanno sempre contraddistinto. Non è mai mancato a una serata del MAGNA GRECIA FESTIVAL. Non è mai mancato a una inaugurazione. Con i suoi occhi di esperto, di testimone e protagonista sapeva cogliere i momenti più importanti di una attività.
Un altro importante aspetto che lo identificava era il suo legame con il mondo dell’associazionismo. Credo che se a Taranto, in quel periodo e anche in seguito, sono state create diverse associazioni che hanno fatto attività culturali serie e si sono contraddistinte nel territorio, lo si deve soprattutto  a lui. È stato Angelo Rusciano a invogliare, a promuovere il territorio sia dal punto di vista culturale, che delle attività produttive e della ricerca ambientale. Tre elementi significativi. Quando nacque l’università a Taranto, Angelo Rusciano era uno di quegli amministratori alti, forti, preparati che guardano l’università in forma prospettica. Con lui abbiamo dialogato spesso della nascita della Facoltà di Giurisprudenza e della Facoltà dei Beni Culturali. Era lui che aveva il disegno sistematico di un modello che non era solo culturale. La cultura, secondo lui, era investimento, promozione, valorizzazione.
Ricordi antichi che ritornano e che non diventeranno mai oblio. Angelo Rusciano mi ha dato tanto, mi ha insegnato che l’amministratore può dialogare costantemente con l’intellettuale. Mi ha insegnato che la città ha bisogno di una amministratore ma anche di una attività culturale e le due cose non devono scindersi. Cercava in ogni modo di captare questa funzione, che è straordinaria.
In questo sistema di fare amministrazione e attività istituzionale, si immergeva sempre per creare idee nuove. Anche quando creammo la collana editoriale della provincia, e pubblicammo diversi testi, il tutto passava attraverso il suo sguardo, la sua sapienza, la sua capacità. Molte volte discutemmo sulla tipologia, sulla forma editoriale del libro, sulla tematica dei libri, se accettare un argomento o meno, se pubblicare un libro oppure no, se potesse quel libro avere una funzionalità diversa all’interno del territorio. Aveva una conoscenza straordinaria nella quale la professionalità diventava punto di contatto e di riferimento.
Questa mia esperienza con Angelo Rusciano mi ha arricchito moltissimo. Ad ogni questione, ad ogni inghippo c’era sempre lui pronto a trovare una risoluzione. Ciò ha dato input alle attività della provincia in senso generale, perché Angelo non seguiva solo l’attività culturale, ma anche molti altri assessorati fino ai lavori pubblici inserendosi all’interno della macchina istituzionale e comprendendo, con grande intelligenza, come accorciare le distanze, come poter immediatamente risolvere una determinata questione. Come il pacchetto istituzionale potesse essere portato sulla scena in tempi brevi.
Non c’erano orari, domeniche, festività. In quel periodo, grazie anche a questa sua volontà forte, a questa sua curiosità straordinaria, si è sviluppata una fase unica per Taranto e la provincia. Seppe gestire con abilità i rapporti con i comuni, con i sindaci, con gli amministratori. Si interfacciava con i segretari comunali di allora, con i dirigenti dei comuni avendo un ruolo prioritario. Era lui che guidava gli incontri sul piano amministrativo e istituzionale, le conferenze stampa. Era lui al centro dell’attenzione ma senza stare sulla ribalta, bensì al suo posto, nelle sue posizioni dando consigli, osservando, testimoniando. Tutto ha avuto un risvolto altamente positivo. La possibilità di questo nasceva anche dal suo saper ascoltare tutti, dal suo saper accogliere tutti. Una caratteristica di stile. Angelo Rusciano, era un uomo di stile.  Con lui mi sono arricchito sul piano della lettura amministrativa degli Atti.