Teatro Piccinni : perchè non denominarlo”della libertà” ? 

Cultura & Società

di Nicola Zuccaro 

Una lapide scoperta l’8 aprile 1964 all’ingresso del Teatro Piccinni alla presenza del Presidente della Repubblica Antonio Segni e del Presidente del Consiglio dei Ministri Aldo Moro, rappresenta l’espressione monumentale del Congresso dei Comitati Nazionali di Liberazione Nazionale, celebratosi presso il Politeama Comunale il 28 e il 29 gennaio 1944.

La città di Bari fu per due giorni fu al centro dell’informazione nazionale ed estera, per aver ospitato il primo appuntamento di libertà e democrazia in Europa e  che, nella fattispecie del quadro politico italiano offuscato dal ventennio dittatoriale, segnò la ripresa delle attività dei partiti e dei sindacati. Bari fu preferita dagli anglo-americani a Napoli perchè essa era a ridosso del Fronte di Cassino e geograficamente posizionato nelle vicinanze di Roma, liberata il 4 giugno 1944. Prima di questo avvenimento, dopo la liberazione di Bari risalente al 1943, il Piccinni ospitò anche numerosi spettacoli (musicali e teatrali) animati da artisti ebrei che riuscirono a fuggire dai campi di concentramento. Su questa pagina, fino a poco tempo fa sconosciuta, si è svolto nella mattinata di lunedì 27 gennaio 2020 presso l’Archivio di Stato di Bari un Convegno, in occasione del Giorno della Memoria. Durante lo stesso sono emersi dei dettagli interessanti che accreditano il Piccinni a Teatro della Libertà.

Esso tornato al suo antico splendore dop 9 anni di chiusura per importanti lavori di adeguamento, è ubicato per uno strano scherzo del destino, a ridosso della piazza intitolata al valore precedentemente richiamato. Perchè non chiamarlo così, Niccolò Piccinni permettendo ?