Progetto: “ Cosa bolle in pentola: centomila, uno, nessun stereotipo”

Formazione, Scuola & Università

SAN GIOVANNI ROTODONDO – Nell’accogliente cornice dell’Auditorium dell’ I.P.E.O.A. Michele Lecce, Alberghiero di San Giovanni Rotondo, nella mattinata di ieri, 23 gennaio 2020, a partire dalle ore 10:00, si è svolta la cerimonia di presentazione di un incontro plenario, che darà l’avvio ad un encomiabile progetto, che sarà realizzato in collaborazione con la predetta realtà scolastica.

“ Cosa bolle in pentola: Centomila, Uno, Nessun Stereotipo”, ad opera dell’Associazione “ Impegno Donna “ e del CAV  “Da donna a donna “, per mezzo delle sue impeccabili esponenti, tra gli altri ,anche relatrici di spicco dell’incontro svoltosi ieri: la criminologa, la dottoressa Laura Ciapparelli, la psicoterapeuta, la dottoressa Daniela Cautadella e la pedagogista, la dottoressa Roberta Laccetti.

Imegno Donna

Rappresentanti importanti di un’associazione che, da sempre, è attiva nelle sue più svariate forme di intervento e prevenzione contro il Disagio, l’Abuso e la Violenza, su donne e minori, per contrastare i cui dilaganti fenomeni, di fondamentale importanza si rivelano la sensibilizzazione e la conoscenza di essi. Bisogna arginare ed eliminare tutte le forme di violenza verso la popolazione femminile e non, contrastando, altresì, anche quelle forme di discriminazione fondate sull’identità di genere ed orientamento sessuale. A tale proposito, il Centro Antiviolenza, “ Telefono Donna”, considera di vitale importanza l’operare fattivamente sulle nuove generazioni attraverso le scuole, di ogni ordine e grado, diffondendo l’indiscusso sapere delle profonde modalità che determinano la violenza di genere.  “ Il progetto, dichiara con orgoglio il professor Luigi Talienti, Dirigente Scolastico dall’esemplare spirito di iniziativa, “ ha una valenza didattico e formativa eccezionale, e, nonostante l’incontro si sia tenuto in un giorno lavorativo , massiccia è stata la presenza dei genitori dei ragazzi, orgogliosi dell’invito rivolto loro dal sottoscritto Dirigente Scolastico e dall’intero corpo docente.

Le famiglie non devono essere relegate ad un ruolo marginale nella vita scolastica dei figli, ma ne sono attori a pieno titolo ed in maniera attiva, in ogni fase e momento di ogni suo dispiegarsi. Il sopracitato progetto, infatti, prevede degli incontri, sia con gli alunni, sia con le loro famiglie. Entusiastica la partecipazione dei ragazzi che, con diligenza ed attenzione, hanno accolto l’iniziativa, una delle tante che si metteranno in campo in questa comunità scolastica, al fine di avviare un percorso di socializzazione e sinergie, in cui tutti, nessuno escluso,siano protagonisti. Una scuola che deve aprirsi al territorio, rafforzare il rapporto con le famiglie, con le quali bisogna stare dalla stessa parte, per porre fine a quel dilagante verificarsi in cui, spesso, famiglie ed istituzioni sono tra esse confligenti. La giornata di ieri, è stata caratterizzata dalla partecipazione di un sistema che ha visto l’ingresso in campo di tutti gli attori sociali, anche nelle vesti di relatori : la Procura di Foggia, nella persona del dottor Paolo Sirna, l’UEPE, Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, con gli interventi della sua direttrice, la dottoressa Mirella Malcangi, quelli del  Sostituto Procuratore di Foggia, il dottor Bafundi Vincenzo, la scrittrice sanseverese, Maria Teresa Infante, distintasi da sempre per il suo impegno nella lotta contro la violenza sulle donne. Non posso esimermi dal ringraziare, tra gli altri, anche l’assistente sociale, Angela Soccio, dell’unità di prevenzione del Sert di San Giovanni Rotondo, referente del CIC della nostra scuola, con la quale collabora da molti anni.

Prima dell’incontro, sono venuti a porgere i saluti, anche Ufficiali della Compagnia dei Carabinieri che, unitamente a quelli del Sindaco della città di San Giovanni Rotondo, il Professor Michele Crisetti, per impegni istituzionali, non hanno potuto partecipare alla conferenza, ma che sento il dovere di ringraziare vivamente per il loro appoggio e sostegno profusi. A grande voce, e con grande orgoglio, posso affermare  di aver assistito ad una manifestazione lampante di una realtà territoriale, che collabora in sinergia, attraverso un infaticabile lavoro Interistituzionale. E siamo solo all’inizio.” Una comunità scolastica, quella  sapientemente diretta dal Professor Luigi Talienti, nella quale si respira un clima di serenità, e, che, davvero, vanta grandi obiettivi, investendo in tutti gli ambiti della vita sociale. Una scuola dalle grandi ambizioni , nel rispetto di tutte le Istituzioni. Perché di essa, tutti gli alunni che la compongono, possano andarne fieri, maturando un loro spirito identitario e riflettendo, attraverso la loro attiva partecipazione al progetto sopracitato, a quanto sia importante favorire la conoscenza e l’identificazione dei segnali della violenza, per contrastarla, abbattendo gli stereotipi di genere. L’incontro è stato moderato, in modo ineccepibile, dalla professoressa Dimartino Felicia.

La conclusione dei lavori è stata affidata alla voce della poetessa e scrittrice, Maria Teresa Infante, che ha incitato i ragazzi a pensare con la propria testa, a non uniformarsi a nessuno, per la sola paura di sembrare diversi. “ Ciò che accade oggi, intorno a noi,che assistiamo al doloroso aumentare dei femminicidi, non può considerarsi normalità. Chi ci ama, ci rispetta e vuole il meglio per noi. Gli atteggiamenti offensivi e denigratori, minano la nostra dignità personale e sgretolano le nostre sicurezze. Esistono diverse forme di violenza e, quella fisica, ad esempio, è l’apice di violenze psicologiche perpetrate e reiterate nel tempo, che destabilizzano la nostra identità.

L’insieme di queste manipolazioni mentali subdole, prende il nome di   “ Gaslight “( Angoscia, vinse due Oscar ), con Ingrid Bergman. Film che narra di un marito che, cerca di portare la moglie alla pazzia, a causa di un’eredità in gioco. “ Un finale dal grande coinvolgimento emotivo e commozione fra gli astanti, ha suscitato la lettura di una bellissima poesia, fra le numerose, che la straordinaria Infante, ha scritto per onorare la memoria della giovanissima Sara Scazzi, scomparsa nell’agosto del 2010, pugliese di soli quattordici anni, vittima del degrado morale della sua stessa famiglia, i cui carnefici sono stati identificati all’interno della medesima.

DERUBATA…

“ Era la primavera dell’amore                                                                                     dei primi baci e delle gambe al sole                                                                         quando i tormenti delle notti insonni                                                                      morivano su una pagina di Dante.   

Era l’idea di te, che dilagava schietta                                                                    oltre il muretto e i banchi della scuola                                                                     era la voglia che cresceva in fretta                                                                           mentre accorciavi svelta la tua gonna.                                                                  Era di te l’età, in cui credevi                                                                                      che dal balcone si toccasse il cielo                                                                             ma dietro l’angolo del tuo mulino                                                                           hanno rubato i sacchi di farina.”