Resto al Sud: contributi anche ai professionisti e agli under 46, le novità 2020

Bandi & Concorsi

Resto al Sud, le novità del 2020

Con l’arrivo del nuovo anno, sono due le importanti novità che riguardano gli incentivi Resto al Sud e la loro applicazione sui territori agevolati: 
  1. Regime transitorio: la Legge di Bilancio 2020 ha introdotto il regime transitorio in relazione all’estensione dei limiti di età. Pertanto, per il 2019 e fino al 31 dicembre 2020, potrà presentare domanda anche chi possedeva il requisito dell’età (under 46) al 1 gennaio 2019, ossia alla data di entrata in vigore della legge 145/2018 (legge di bilancio 2019). Dal 1 gennaio 2021 invece il requisito d’età dovrà essere posseduto alla data di presentazione della domanda.
  2. Nessun limite di età per 24 comuni dell’area del cratere sismico Centro Italia. Si tratta di 24 comuni su 116 che presentano una percentuale di edifici dichiarati inagibili superiore al 50%. Questa modifica è stata introdotta dalla legge 156 del 12 dicembre 2019 (pubblicata in GU il 23 dicembre 2019) che modifica il DL 123/2019 che aveva esteso Resto al Sud ai comuni del cratere sismico centro Italia.
“Resto al Sud”, cambia la sua platea: i contributi agli imprenditori fino a 46 anni…

Novità per Resto al Sud, l’incentivo del governo, gestito da Invitalia, per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno: la possibilità di fruire delle agevolazioni, finora
riservate solo agli under 36, viene estesa anche agli under 46 e ai liberi professionisti.
Con la legge di Bilancio 2019 si amplia dunque la platea di destinatari delle agevolazioni di Resto al Sud, che offrono contributi per l’avvio di imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

I liberi professionisti che intendono accedere all’incentivo, nei dodici mesi che precedono la richiesta di agevolazione a Invitalia, non dovranno essere titolari di partita Iva per un’attività analoga a quella
proposta per il finanziamento. Inoltre, dovranno mantenere la sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno interessate.
A poter beneficiare delle agevolazioni potranno essere, ad esempio, i professionisti, ex dipendenti di uno studio, che vorranno aprirne uno proprio o chiunque voglia uscire da una situazione di precariato o
lavoro irregolare. Più in generale si offre una possibilità a chi vuole investire sulle proprie competenze ma ha difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro.

Soggetti beneficiari e requisiti di ammissibilità
Le agevolazioni sono rivolte agli under46 che:
siano residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda di
finanziamento
trasferiscano la residenza nelle regioni indicate dopo la comunicazione di esito positivo
non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento
non siano già titolari di altra attività di impresa in esercizio
Si ritengono ammissibili le imprese costituite o da costituire nelle seguenti forme giuridiche:
impresa individuale;
società, comprese le società cooperative. Nel caso delle società cooperative, laddove siano presenti anche soci che non abbiano i requisiti
anagrafici richiesti dal regolamento, comunque in misura non superiore ad un terzo, questi non possono accedere alle agevolazioni.
Nel caso di nuove imprese, le stesse, dovranno essere costituite entro 60 giorni dalla comunicazione di ammissione all’agevolazione o entro 120
giorni qualora i giovani siano residenti all’estero.
Per le attività libero-professionali, per le quali è richiesto esclusivamente che i soggetti che presentino le istanze di accesso non risultino, nei
dodici mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione, titolari di partita IVA per l’esercizio di un’attività analoga a quella
proposta.
Potranno fare parte della compagine sociale, ma non potranno in nessun caso beneficiare dei finanziamenti, anche soggetti che non abbiano
un’età compresa fra i 18 ed i 46 anni, a condizione che la loro presenza non sia superiore ad un terzo dei componenti e non abbiano rapporti di
parentela fino al quarto grado con alcuno degli altri soci.
Le imprese e le società sono tenute a mantenere, per tutta la durata del finanziamento, la propria sede legale ed operativa nelle citate regioni di
operatività della misura.

Attività ammissibili
L’intervento finanzia attività imprenditoriali relative:
a produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura;
alla fornitura di servizi, compresi i servizi turistici.
Sono escluse le attività del commercio.
I progetti imprenditoriali devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione ovvero alla data di
costituzione della società nel caso in cui la domanda sia presentata da persone fisiche. A tal fine, per data di avvio si intende la data del primo
titolo di spesa ammissibile alle agevolazioni.

Attività non ammissibili
Le attività economiche secondo la classificazione ateco 2007 di seguito indicate non sono ammissibili:
Sezione A – AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA ad eccezione della divisione 03 PESCA E ACQUACOLTURA.
Sezione G – COMMERCIO ALL’INGROSSO E AL DETTAGLIO; RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI E MOTOCICLI ad accezione della classe 45.20 –
“Manutenzione e riparazione di autoveicoli” e della categoria 45.40.3 “Manutenzione e riparazione di autoveicoli”.
Sezione L – ATTIVITA’ IMMOBILIARI ad eccezione della classe 68.20 – “Affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing”.
Sezione M – ATTIVITÀ PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE E TECNICHE
Sezione O – AMMINISTRAZIONE PUBBLICA E DIFESA; ASSICURAZIONE SOCIALE OBBLIGATORIA.
Sezione T – ATTIVITÀ DI FAMIGLIE E CONVIVENZE COME DATORI DI LAVORO PER PERSONALE DOMESTICO; PRODUZIONE DI BENI E SERVIZI
INDIFFERENZIATI PER USO PROPRIO DA PARTE DI FAMIGLIE E CONVIVENZE”.
Sezione U – ORGANIZZAZIONI ED ORGANISMI EXTRATERRITORIALI.
Misura dell’agevolazione
La misura prevede la concessione di un mix di agevolazioni tra contributo a fondo perduto e finanziamento bancario erogato da banche
convenzionate così articolato:
per il 35% sotto forma di contributo a fondo perduto;
per il restante 65% sotto forma di finanziamento bancario a tasso fisso garantito dal fondo di garanzia per le PMI (nella misura dell’80%).
Il prestito bancario dovrà essere rimborsato entro 8 anni complessivi dalla concessione del finanziamento, di cui i primi 2 anni di preammortamento.
L’importo massimo concesso, a titolo de minimis, è di € 50.000, per ciascun richiedente, fino ad un ammontare massimo complessivo di
200.000 euro per ogni singolo progetto nel caso l’istanza sia presentata da più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria
(comprese le cooperative). Per le attività imprenditoriali nel settore della pesca e dell’acquacoltura l’importo complessivo degli aiuti de minimis
non può superare, per ciascuna impresa beneficiaria delle agevolazioni, 30.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari, ai sensi del Reg. (UE) n.
717/2014.
Alle società cooperative è data la possibilità di cumulare i finanziamenti con le agevolazioni a valere sul fondo speciale per gli interventi a
salvaguardia dei livelli di occupazione di cui all’articolo 17 della Legge n. 49/1985.
Spese ammissibili
Sono ammissibili alle agevolazioni le spese rientranti nelle seguenti categorie:
a) opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’attività del soggetto beneficiario nel
limite massimo del trenta per cento del programma di spesa (nel limite massi mo del 30% del pro gramma di spesa);
b) macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;
c) programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC) connessi alle esigenze produttive e
gestionali dell’impresa;
d) spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell’attività d’impresa nella misura massima del venti per cento del
programma di spesa; sono ammissibili le spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di
locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata (segnatamente ai
leasing, sono però ammessi i soli canoni maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale).

Spese non ammissibili
Non sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente regolamento le spese:
a) relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback, fatta eccezione dei canoni di leasing
maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale;
b) per l’acquisto di beni di proprietà di uno o più soci dell’impresa richiedente le agevolazioni e, nel caso di soci persone fisiche, anche dei
relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado;
c) riferite a investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature;
d) effettuate mediante il cosiddetto «contratto chiavi in mano»;
e) relative a commesse interne;
f) relative a macchinari, impianti e attrezzature usati;
g) notarili, imposte, tasse;
h) relative all’acquisto di automezzi, fatta eccezione per quelli strettamente necessari al ciclo di produzione di cui al Programma di spesa o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti;
i) di importo unitario inferiore a euro 500,00 (cinquecento/00);
j) relative alla progettazione, alle consulenze e all’erogazione degli emolumenti ai dipendenti delle imprese individuali e delle società,
nonché’ agli organi di gestione e di controllo delle società stesse.
Presentazione delle domande
Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, dovranno essere trasmesse esclusivamente online,
attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.
Nelle varie fasi di sviluppo del progetto imprenditoriale, le imprese potranno godere di servizi di consulenza e assistenza forniti, a titolo
gratuito e previa comunicazione ad Invitalia, da enti pubblici, università, associazioni ed enti del terzo settore di cui all’articolo 1, comma 1,
della legge n. 106/2016.
Per accedere alla procedura il sistema richiede l’identificazione del compilatore on-line della domanda tramite il Sistema pubblico di identità
digitale (SPID) o la Carta nazionale dei servizi (CNS) o, in alternativa, il sistema di gestione delle identità digitali di Invitalia.
Il richiedente deve disporre di un indirizzo di Posta elettronica certificata (PEC) attivo.
La domanda è costituita dal progetto imprenditoriale, da compilare on line, e dalla documentazione da allegare secondo la modulistica presente
sul sito. Questa varia a seconda se il soggetto richiedente sia una ditta individuale o una società e se il richiedente ha già una personalità giuridica o meno.

L’incentivo per la nascita di nuove imprese imprenditoriali, Progetto Futuro organizza ogni primo Mercoledì del mese, momenti informativi per imprese già avviate e per chi vuole intraprendere un’idea imprenditoriale al Sud. Infotel 3207099977, e-mail: progettofuturoassociazione@gmail.com

Adelfia, via Santa Maria della Stella, 91, ex MOMA. 

A cura del Dott. Saverio Vangi…