La criminalità sfida ancora Foggia. Il sindaco: “Non ci piegheremo”

Cronaca

Bomba contro un centro anziani. L’auto del fratello del titolare della cooperativa era stata fatta saltare in aria lo scorso 3 gennaio. E non è l’unico episodio verificatosi in queste settimane

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Una vera e propria sfida alla città, alle istituzioni, quella in atto a Foggia. Poco prima delle 6 di questa mattina un altro ordigno rudimentale è stato fatto esplodere davanti all’ingresso del centro polivalente per anziani “Il sorriso di Stefano” in via Acquaviva, struttura sanitaria della “Sanità Più”, la società cooperativa di Luca Vigilante, il cui fratello Cristian è il responsabile delle Risorse umane.

Proprio Cristian Vigilante, la notte del 3 gennaio scorso, aveva subito un altro attentato: ignoti avevano fatto esplodere la sua automobile parcheggiata in via d’Aragona, al Villaggio Artigiani. Su entrambe le bombe oltre alla Procura di Foggia indaga ora la Direzione distrettuale antimafia di Bari. A fermare le bombe e la criminalità non è servita la grande manifestazione organizzata da Libera e don Luigi Ciotti a Foggia venerdì scorso che ha mobilitato quasi 20 mila persone. Mai in passato manifestazioni cittadine contro la criminalità avevano visto la partecipazione di così tanti cittadini.

Un anno, il 2020, iniziato sotto il segno della criminalità: il primo gennaio sono stati incendiati due bar – il Veronik di via Lucera e il New Generation Cafè di via Volta -; il 2 gennaio l’omicidio di Roberto D’Angelo, ucciso con tre colpi di pistola in viale Candelaro; il giorno seguente la bomba esplosa sotto l’automobile di Cristian Vigilante, manager di una struttura sanitaria privata e l’otto gennaio l’incendio alla macelleria Chiappinelli in via dell’Immacolata. Episodi criminali che hanno fatto sprofondare la città nelle paludi della paura.

Landella: “Lo Stato è più forte del terrore”

“L’attentato di oggi – ha detto il sindaco di Foggia, Franco Landella – è l’ennesima dimostrazione di una delinquenza e di una criminalità parassitarie e violente evidentemente spaventate dai risultati ottenuti dalla ‘Squadra Stato’ e dalla imponente mobilitazione popolare dello scorso 10 gennaio, promossa dall’associazione Libera nel segno della legalità. La mafia ha compreso di essere minoranza nella nostra città e prova ad alzare il tiro e la portata delle sue minacce infami. Oggi più che mai occorre essere accanto alla famiglia Vigilante e a tutti gli imprenditori onesti di Foggia, a cominciare da coloro i quali hanno il coraggio di denunciare, che hanno bisogno di sentire la vicinanza della nostra comunità”.

“Una responsabilità – prosegue Landella – che naturalmente riguarda anche la politica, cui spetta il compito di costruire un fronte di unità reale, senza protagonismi o passerelle ad uso e consumo mediatico. Il frangente che stiamo vivendo merita ed esige un rinnovato impegno e la conferma di una cooperazione istituzionale da praticare a tutti i livelli, in particolare al fianco del prefetto Raffaele Grassi, del procuratore Ludovico Vaccaro e della squadra di magistrati della Procura della Repubblica, delle forze dell’ordine e degli agenti impegnati ogni giorno in questa battaglia, che non smetterò mai di ringraziare per il loro lavoro”.

“Lo Stato – conclude il primo cittadino pugliese – è più forte della gentaglia che minaccia ed intimidisce. Lo Stato è più forte del terrore che questi mafiosi sono convinti di poter spargere per le nostre strade. Chi pensa che Foggia sia destinata a piegarsi si sbaglia”.

Intanto nel pomeriggio il commissario straordinario antiracket e antiusura Annapaola Porzio incontrerà alcuni imprenditori del territorio, mentre domani all’università di Foggia si svolgerà un comitato straordinario della sicurezza e dell’ordine pubblico aperto alla cittadinanza.