Approvato il regolamento relativo agli insediamenti della grande distribuzione

Cronaca

Grande equilibrio fra esigenze di tutela del piccolo commercio, dell’ambiente e degli impatti occupazionali.

Nella riunione odierna dell’Osservatorio del Commercio è stato approvato il regolamento sugli obiettivi di presenza e sviluppo delle grandi strutture di vendita.

Il regolamento ora passa per 15 giorni alla fase di concertazione con tutti gli stakeholders.

Poi, dopo l’esame delle eventuali osservazioni, sarà approvato in Giunta e posto all’esame  della IV Commissione Consiliare, che dovrà pronunciarsi entro 30 giorni, e infine approvato definitivamente dalla Giunta Regionale.

La programmazione delle grandi strutture di vendita persegue alcuni obiettivi fondamentali. Cito, fra questi, renderne sostenibile l’impatto sul territorio in termini ambientali, urbanistici e sociali; tenere conto della mobilità determinata dal progetto, con particolare riguardo agli effetti sulla rete stradale e sull’uso di mezzi di trasporto pubblici e privati; favorire iniziative che presentino una particolare valenza di riqualificazione del territorio, di sviluppo dei livelli occupazionali, di recupero di aree dismesse o degradate e sopratutto creare uno sviluppo armonico tale da non creare problemi al piccolo commercio.

Il rilascio dell’autorizzazione per una nuova grande struttura di vendita avverrà a condizione che l’impatto della struttura sul territorio sia classificato sostenibile, e quindi accoglibile a condizione che siano ridotti a zero gli impatti generati dall’insediamento.

Per quanto attiene l’impatto occupazionale, il soggetto proponente si impegnerà ad assumere almeno 25 unità lavorative per strutture non alimentari e almeno 50 unità lavorative per strutture alimentari, assunti sui livelli occupazionali diretti (con l’esclusione dell’indotto), garantiti, con applicazione di regolare contratto di lavoro.

Sul versante dell’impatto ambientale, il proponente dovrà impegnarsi a realizzare interventi per ridurre i consumi di energia primaria per riscaldamento e/o raffrescamento e garantire il comfort termoigrometrico negli ambienti interni, mediante l’adozione di sistemi naturali di climatizzazione (es. free cooling) in grado, anche di consentire una significativa riduzione delle emissioni di CO2.

Dovrà inoltre ridurre l’utilizzo delle fonti non rinnovabili per l’approvvigionamento energetico e massimizzare l’utilizzo di fonti rinnovabili. Soddisfare con fonti rinnovabili almeno il 70% del fabbisogno di acqua calda sanitaria. Predisporre l’edificio ad ospitare pannelli solari termici e fotovoltaici adeguata struttura della copertura e necessarie dotazioni impiantistiche o altre soluzioni di risparmio energetico (geotermico, micro eolico, biomassa).

Infine, dovrà ridurre l’impatto dei rifiuti prodotti in fase di realizzazione della struttura, nonché ridurre l’impatto dei rifiuti prodotti durante la gestione della struttura.

In definitiva, lo sforzo che abbiamo fatto, nel corso della riunione dell’Osservatorio, è stato quello di licenziare un regolamento che, senza impedire gli investimento e l’iniziativa privata, metta insieme le esigenze produttive con quelle occupazionali e con la necessità di non arrecare danni all’ambiente e soprattutto che eventuali nuove aperture non incidano negativamente con il piccolo

Commercio.

Mino Borraccino

Assessore allo sviluppo Economico

Regione Puglia