Una Scuola romana fa rabbrividire il Ministro dell’istruzione Azzolina. Ma l’acqua calda era stata scoperta.

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Lucia Azzolina, neo Ministro dell’istruzione , ha dovuto fare subito i conti con una grande verità che però le ha fatto male, ma ci si augura, lei conosca benissimo, in quanto Ministro della Scuola Pubblica italiana.
La verità di cui parliamo è quella che in Italia esistono scuole di serie A e scuole di serie B .
L’struzione privata ha i suoi bei costi, rispetto alla pubblica che dalla scuola elementare , nido escluso, consente frequentazioni a 0 spese, e le famiglie che scelgono la stessa, si auto-qualificano da sé , con una selezione naturale all’ingresso , che un pò definisce il “dimmi quanto spendi per l’istruzione dei tuoi figli e ti dirò chi sei “
Tuttavia vi è stata l’infelice scelta di pochi giorni fa della scuola privata romana, l’Istituto Comprensivo “Via Trionfale”, di presentarsi così sul proprio sito ufficiale:
”L’Istituto Comprensivo “Via Trionfale” è un’unità scolastica nata all’inizio dell’a.s. 2012/2013 dall’aggregazione della Scuola Primaria e dell’Infanzia del 297° C.D. e la Scuola Secondaria di primo grado di Vallombrosa.” E fin qui tutto bene, ma poi il brivido freddo:
“La sede di via Trionfale e il plesso di via Taverna accolgono alunni appartenenti a famiglie del ceto medio-alto, mentre il plesso di via Assarotti accoglie alunni di estrazione sociale medio-bassa”. Non solo per ceto ma divisi anche per nazionalità. “Quello di via Assarotti, nel cuore del quartiere popolare di Monte Mario” precisa l’Istituto , “conta tra gli iscritti il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana” al contrario dell’altro complesso, in via Cortina d’Ampezzo, che “accoglie prevalentemente alunni appartenenti a famiglie dell’alta borghesia assieme ai figli dei lavoratori dipendenti occupati presso queste famiglie (colf, badanti, autisti, e simili)”.
Il Ministro Lucia Azzolina richiede alla scuola di fornire “ragioni motivate della scelta” che, precisa, “comunque non condivido”.
Forse il Ministro non ricorda che prima si chiamavano collegi privati ed i nostri nonni, se benestanti , vi dormivano anche dentro , adesso si chiamano scuole private e non abbiamo scoperto adesso l’acqua calda. Piuttosto non andava dichiarato l’ovvio,sul sito scolastico della scuola romana, che fa male solo a chi finge che le scuole italiane siamo tutte allo stesso livello.
Ma basterebbe guardare la scelta della scuola pubblica di non fornire insegnanti madrelingua per l’insegnamento di una seconda lingua, generalmente l’inglese, per comprendere che c’e’ un divario abissale tra il pubblico ed il privato.
Eleonora Magnelli