Decreto oscurantista, l’obiettivo politico è diminuire i laureati in psicologia

Cronaca

Rolando Ciofi (Segr. gen. Movimento psicologi indipendenti): Il mondo è cambiato, l’innovazione tecnologica nella formazione non si arresta per decreto, perché il progresso tecnologico nello studio aumenta la qualità della formazione, non la diminuisce”

Il Miur ha varato un decreto che stabilisce che i corsi di laurea in Psicologia vadano svolti esclusivamente in presenza e senza alcuna modalità telematica, già dall’anno accademico 2020/21. Sul tema, il dottor Rolando Ciofi, Segretario generale del Movimento psicologi indipendenti, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Open Day” condotta da Alessio Moriggi su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. “Sono rimasto basito da questo decreto –ha affermato Ciofi-.

Non lo ho compreso. Mi ha dato immediatamente un sapore di antico, di oscurantista, di anacronistico. Praticamente si ritorna a prima del progetto Nettuno, si parla di 30 anni fa, non è cosa ragionevole. Oggi il mondo è cambiato. Io sono 10 anni che non solo mi aggiorno e mi formo continuamente attraverso le tecnologie, ma esercito anche la professione attraverso le tecnologie. Se non ci fossero questi strumenti, il mio lavoro sarebbe molto più mortificato. Sono rimasto indignato dal fatto che l’Ordine degli psicologi qualifichi questo decreto come una vittoria. E’ condivisibile che l’Ordine si ponga il problema della qualità della formazione, però va anche detto che le tecnologie aiutano la qualità della formazione, non è che la mortifichino.

Non è che per formarsi e laurearsi in psicologia sia stato abolito il tirocinio. Le cose pratiche vanno fatte in presenza e la formazione online non le abolisce, semmai è un sussidio, un aiuto, permette di essere sempre in contatto con i docenti, permette ai lavoratori di studiare la notte e formarsi. Perché l’Ordine parla di vittoria? Perché ci sono 110mila laureati in psicologia, la formazione online facilita l’accesso al percorso di laurea e l’obiettivo politico dell’Ordine è invece diminuire i laureati in psicologia. Questo non è condivisibile dal mio punto di vista. Se gli studenti hanno voglia di laurearsi in psicologia è una cosa bella, l’Ordine dovrà attrezzarsi per fornire occasioni di lavoro, non per impedire che più persone possano laurearsi in questa disciplina.

La formazione online consente anche di avere accesso a prodotti di altissima qualità. Si possono fare i corsi in inglese senza doversi recare negli Usa per frequentarli. Questi sistemi, ben utilizzati, migliorano la qualità dell’istruzione. Il problema, anche più in generale, è che l’Italia è uno dei Paesi europei ancora basato sul sistema ordinistico. Gli ordini sono corporazioni e quando si vanno ad esaminare problemi di questo genere sopraggiunge la logica della corporazione che porta a scelte, come in questo caso, piuttosto infelici. Conosco bene il bisogno di psicologia che esiste nella nostra società. 110mila psicologi sembrano tanti, ma non lo sono. Se noi mettessimo uno psicologo in ogni scuola ne avremmo occupati già più della metà.

Il problema non è limitare l’accesso ai corsi di laurea, il problema è trovare quei meccanismi per cui, al bisogno di psicologia nella società, corrisponda un’offerta occupazionale adeguata. L’idea assurda di fare a meno dell’insegnamento telematico è inconcepibile. Mi meraviglia vedere che questo decreto sia stato firmato da un rappresentante del M5S (Fioramonti, ndr). Lo trovo poco congruente con l’insieme dei pensieri che il M5S ha propagandato. Penso di avere una buona esperienza e sono pronto a scommettere che questo decreto non andrà avanti. Se sarà pubblicato così com’è scatteranno i ricorsi, interverrà un Tar, il Consiglio di Stato, ma in generale penso che la realtà non la si blocchi per decreto. C’è un’evoluzione tecnologica che non è arrestabile con decreti”.