Avv. Sassanelli (Unione Camere penali Bari): “Tribunale di Bari? 

Diritti & Lavoro

Per rimuovere le tende ci hanno frettolosamente ricollocati in un palazzo che non è adibito a palazzo di giustizia e destinato al pubblico, ci ritroviamo in un edificio con corridoi stretti, con testimoni di giustizia della difesa che si trovano a contatto gomito a gomito con un imputato che magari è anche pericoloso. C’è stato un imputato che approfittando di questi spazi stretti è riuscito a scappare, è stato inseguito, ha pestato degli agenti della Penitenziaria. Dal ministero però dimostrano di non preoccuparsi di questa situazione. Questa situazione genera disorganizzazione e rinvii dei processi. Con la prescrizione quantomeno i cittadini possono arrivare alla fine del processo. Adesso con la prescrizione bloccata e il processo infinito c’è preoccupazione da parte dei cittadini. Uno rischia di trascorrere tutta la propria esistenza con questo carico pendente. Il vero vulnus è la durata dei processi e dipende dalle risorse umane, dalla aule di udienza disponibili e questo è risolvibile solo con gli investimenti. Distinzione tra condannati e assolti? E’ un’ulteriore ingiustizia perché tante sentenze vengono ribaltate in appello e in Cassazione. Peraltro questa riforma interviene a rimuovere la prescrizione in una fase in cui il danno maggiore è già fatto. Il 70% delle prescrizioni matura prima del giudizio di primo grado”

L’avvocato Gaetano Sassanelli, membro dell’Unione Camere penali di Bari e decano degli avvocati di Bari

Sulla situazione nel tribunale di Bari e la riforma della prescrizione. “Le tende è da parecchio che sono state smontate, però per rimuovere le tende ci hanno frettolosamente ricollocati in un palazzo che non è adibito a palazzo di giustizia e destinato al pubblico, ci ritroviamo in un edificio con corridoi stretti, con testimoni di giustizia della difesa che si trovano a contatto gomito a gomito con un imputato che magari è anche pericoloso. C’è stato un imputato che approfittando di questi spazi stretti è riuscito a scappare, è stato inseguito, ha pestato degli agenti della Penitenziaria.

Dal ministero però dimostrano di non preoccuparsi di questa situazione. Questa situazione genera disorganizzazione e rinvii dei processi. Con la prescrizione quantomeno i cittadini possono arrivare alla fine del processo. Adesso con la prescrizione bloccata e il processo infinito c’è preoccupazione da parte dei cittadini. Uno rischia di trascorrere tutta la propria esistenza con questo carico pendente. Si fanno sempre tante riforme, ma mai quelle che sono imprescindibili. Abbiamo chiesto di fare udienze in più per cercare di smaltire il lavoro, i giudici hanno accolto la richiesta, ma poi ci hanno detto che non si può fare perché non ci sono abbastanza aule e abbastanza cancellieri che possano accompagnare i giudici in udienza.

Il vero vulnus è la durata dei processi e dipende dalle risorse umane, dalla aule di udienza disponibili e questo è risolvibile solo con gli investimenti. Distinzione tra condannati e assolti? E’ un’ulteriore ingiustizia perché tante sentenze vengono ribaltate in appello e in Cassazione. Peraltro questa riforma interviene a rimuovere la prescrizione in una fase in cui il danno maggiore è già fatto. Il 70% delle prescrizioni matura prima del giudizio di primo grado, quindi non vai neanche a risolvere il problema della prescrizione nei processi.