Notizie utili

Lettere al Direttore

Bonus famiglia

Cosa si intende per bonus famiglia e a cosa serve. Guida ai bonus riconosciuti dallo Stato alle famiglie negli ultimi anni sino al 2020

Con l’espressione “bonus famiglia” si intendono le diverse misure premiali e di sostegno che lo Stato mette a disposizione di anno in anno a sostegno delle famiglie che si trovano in condizioni di precarietà e che si apprestano ad accogliere un nuovo figlio.

Bonus famiglia 2020

Per il 2020, le famiglie possono fare affidamento sia sulla proroga di misure già introdotte negli anni precedenti che su altre nuove di zecca. Numerosi e consistenti infatti sono gli aiuti ai nuclei familiari contemplati sia dal decreto fiscale 2020 che dalla manovra 2020.

Partendo dal primo, si prevedono:

– Bonus Tari, per le famiglie in difficoltà economica che potranno accedere a tariffe agevolate per il servizio di gestione integrato dei rifiuti e assimilati;

– Rc auto familiare, ossia la possibilità per i nuclei familiari di assicurare più mezzi usufruendo della classe di merito più favorevole;

– Fondo salva-casa per debitore pignorato, ovvero la possibilità per il debitore sottoposto a procedura esecutiva di rinegoziare il mutuo concesso per l’acquisto della prima casa oppure di ottenere un finanziamento a determinate condizioni;

– Contributi per seggiolini salva-bebè, ossia un contributo di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi di allarme per impedire l’abbandono dei bambini all’interno dei veicoli.

Altrettante misure sono previste dalla legge di bilancio 2020. Si parte dalla proroga di misure già esistenti come il bonus bebè 2020 e il bonus asilo nido 2020 (entrambi rimodulati) alla previsione di bonus nuovi di zecca, come il bonus latte artificiale, che garantisce l’erogazione di un contributo fino a 400 euro annui per neonato per l’acquisto di sostituti del latte materno per le donne che non possono allattare. Elevato inoltre a 7 giorni il congedo per il padre lavoratore e previste detrazioni fiscali Irpef per le spese sostenute dalle famiglie per l’iscrizione dei figli alle scuole musicali e ai conservatori. Stanziati, infine, 35 milioni di euro per garantire il reddito di cittadinanza (e la pensione di cittadinanza) anche nel 2020.

Tasi eliminata

Dal 1° gennaio 2020 la Tasi viene cancellata per confluire nella nuova IMU che sarà l’unica imposta comunale sugli immobili

La manovra di bilancio 2020 elimina la Tasi dal sistema impositivo dei Comuni. D’ora in poi solo l’IMU graverà fiscalmente sugli immobili di cittadini e imprese. Con l’abolizione della Tasi il Governo ha semplificato il sistema, eliminando una tassa che in effetti non era che un duplicato dell’IMU, visto che, come quest’ultima, aveva come presupposto impositivo il possesso di beni immobili.

Tutti gli incentivi per chi paga col Pos

Dal bonus Befana alla lotteria degli scontrini, passando per il credito di imposta agli esercenti, ecco tutti gli incentivi per chi paga col Pos introdotti dal decreto fiscale e dalla manovra 2020

Per il Governo giallorosso la lotta all’evasione passa attraverso l’introduzione di limiti all’uso del contante e incentivi ai pagamenti elettronici. Lo dimostrano le misure contenute nel decreto fiscale, ormai convertito in legge, e nella manovra di Bilancio 2020 che si appresta a essere definitivamente approvata alla Camera.

La strategia “cashless” prevede diversi strumenti approntati per contrastare i pagamenti “in nero” e incentivare l’utilizzo della moneta elettronica (bancomat, carte di credito, ecc.) che dal prossimo anno.

Bonus Befana fino a 2mila euro

La manovra di bilancio 2020, nel testo che si avvia “blindato” all’approvazione, è intervenuta dettando misure premiali per utilizzo strumenti di pagamento elettronici che vanno a rimodulare il c.d. bonus befana.

Oltre a finalità antievasione, il superbonus punta a incentivare gli acquisti con mezzi di pagamento tracciabili stanziando, nel biennio 2021-2022, ben 3 miliardi di euro che serviranno per attribuire rimborsi in denaro a favore di soggetti che fanno uso di strumenti di pagamento elettronici.

Le persone fisiche maggiorenni residenti nel territorio dello Stato che effettuano abitualmente, al di fuori di attività di impresa o esercizio di professione, acquisti con strumenti di pagamento elettronici avranno diritto ad un rimborso in denaro, alle condizioni e sulla base dei criteri individuati da un decreto del MEF che sarà emanato entro il 30 aprile 2020.

Secondo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il “cashback”, ovvero il rimborso per chi paga con carta o bancomat, potrebbe arrivare fino a 2.000 euro.

Lotteria degli Scontrini: più premi per chi paga con moneta elettronica

Dal prossimo anno, precisamente dal 1° luglio 2020 (e non dal 1° gennaio come inizialmente preventivato), sarà istituita e operativa la c.d. lotteria degli scontrini. Si tratta di una misura volta a scongiurare il fenomeno dei commercianti che non fatturano i pagamenti.

Ove siano utilizzati strumenti di pagamento elettronici da parte dei consumatori, sono previsti premi aggiuntivi associati alla lotteria medesima, in luogo di aumentarne le probabilità di vincita.

Si rammenta che i premi della lotteria, per l’intero ammontare, non concorrono alla formazione del reddito del vincitore percepito nel periodo di imposta di riferimento. Inoltre, le somme non sono assoggettate ad alcun prelievo erariale

Credito d’imposta su commissioni pagamenti elettronici

In fase di conversione del D.L. fiscale, sono cadute le sanzioni amministrative per la violazione dell’obbligo, da parte di commercianti e professionisti, di accettare pagamenti con carte di debito o di credito, da molti ritenute indispensabili per poter concretamente attuare l’obbligo previsto dalla legge

Tuttavia, per incentivare gli esercenti, il decreto fiscale ha introdotto un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni richieste per pagamenti (per cessione di beni o prestazioni di servizi) effettuati dai consumatori a decorrere dal 1° luglio 2020, con carte di credito, debito o prepagate emesse da soggetti tenuti a rilevare e a tenere in evidenza i dati identificativi (ivi compreso il codice fiscale) di ogni soggetto che intrattenga con gli stessi qualsiasi rapporto o effettui qualsiasi operazione di natura finanziaria, con talune esclusioni.

Il credito sarò utilizzabile da esercenti attività di impresa, arte o professioni i cui ricavi o compensi, riferiti all’anno d’imposta precedente, non eccedano l’importo di 400.000 euro. Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24 a decorrere dal mese successivo a quello in cui sono state effettuate le spese agevolabili.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi né del valore alla produzione ai fini IRAP, né contribuisce alla formazione della misura che dà diritto alla corrispondente deducibilità di interessi passivi o altri componenti negativi di reddito, ai sensi della normativa IRES.

Arriva il bonus busta paga

Grazie all’istituzione del Fondo per la riduzione del cuneo fiscale alcuni lavoratori vedranno aumentare il proprio stipendio. Vediamo a chi spetta il bonus busta paga

Attraverso la riduzione del cuneo fiscale, a cui la manovra del 2020 intende provvedere grazie all’istituzione di un fondo apposito, i lavoratori esclusi dal bonus Renzi, percettori di un reddito medio annuo compreso tra i 26.600 e i 35000 euro, vedranno aumentare la propria busta paga di circa 50 euro al mese, cifra che dal 2021 potrebbe raddoppiare. Un aumento minimo invece per chi già percepisce il bonus Renzi, che è stato confermato per i lavoratori con redditi compresi tra gli 8000 e i 26.600 euro. Per loro pochi euro in più, che andranno ad aumentare i 960 euro annuali già previsti.

Bonus stipendi e taglio del cuneo fiscale

Il bonus stipendi è l’effetto del taglio del cuneo fiscale, ovvero di tutte quelle imposte che vanno a pesare sempre di più sul costo del lavoro. La manovra di bilancio 2020, approvata definitivamente il 23 di dicembre, prevede al comma 7 dell’art 1 che: “al fine di dare attuazione a interventi finalizzati alla riduzione del carico fiscale sulle persone fisiche, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze è istituito un fondo denominato -Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti -, con una dotazione pari a 3.000 milioni di euro per l’anno 2020 e a 5.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021.”

Una riduzione sul costo del lavoro che si rifletterà sugli stipendi di alcune categorie di lavoratori, che vedranno aumentare, seppur di poco per alcuni, il proprio stipendio.

Esclusi dal bonus Renzi

Grazie a questa misura, i lavoratori esclusi dal bonus Renzi, che è stato confermato, potranno gradualmente veder aumentare la propria retribuzione. Come prevede il comma 7 dell’art 1 della manovra, secondo periodo, infatti accorrerà attendere il tempo necessario ad emanare “appositi provvedimenti normativi, nei limiti delle risorse di cui al primo periodo, eventualmente incrementate nel rispetto dei saldi di finanza pubblica nell’ambito dei medesimi provvedimenti” per dare attuazione agli interventi previsti.

Chi prenderà il bonus busta paga

Tornando alle categorie interessate dal bonus stipendi, i percettori di un reddito annuale compreso tra i 26.600 e i 35.000 euro, ovvero 4,5 milioni di lavoratori, vedranno aumentare la propria busta paga di circa 50 euro al mese, per un totale annuo di circa 500 euro nel 2020, importo che potrebbe raddoppiare già a partire dal 2021. Chi invece percepisce già il bonus Renzi di 80 euro ossia ben 9,4 milioni di lavoratori, perché titolare di un reddito compreso tra gli 8000 e i 26.600 annui vedrà innalzare il proprio stipendio dell’importo minimo di 40-50 euro ma su base annua.

Canone Rai 2020: sale la soglia per l’esenzione

Pubblicato il decreto del ministro dell’Economia e delle finanze di concerto con il ministro dello Sviluppo economico che stabilisce un aumento fino ad 8000 euro per l’esenzione del canone Rai per gli over 75

Per il canone Rai 2020, sale la soglia per l’esenzione. A stabilirlo il ministro dell’Economia e delle finanze di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, con un decreto del 24 ottobre scorso, pubblicato in Gazzetta, a suggellarne l’ufficialità, il 27 dicembre.

Il decreto stabilisce di ampliare fino ad 8000 euro la soglia reddituale (prevista dall’art. 1, comma 132 della legge 24 dicembre 2007, n. 244), per l’esenzione del pagamento del canone di abbonamento televisivo in favore dei soggetti di età pari o superiore a settantacinque anni.

A questo obiettivo è destinata la somma di euro 20.000.000,00, quale quota parte delle risorse accertate a titolo di extra-gettito per l’anno 2018 pari ad euro 91.399.273,00. In conseguenza la soglia di esenzione prevista per i soggetti over 75 passa da 6.713,98 euro a 8.000 euro per l’abbonamento al canone Rai del 2020. I soggetti anziani che stanno al di sotto della soglia possono fare domanda di esenzione entro il 31 gennaio 2020.

L’esenzione infatti non funziona in automatico ma dovrà essere richiesta. Per ottenere l’esonero dal pagamento compilare e inviare un modulo all’Agenzia delle Entrate (online o a mezzo raccomandata). Si ricorda infine che oltre agli over 75 sono esonerati dal pagamento anche gli invalidi civili degenti in casa di riposo, i militari e gli appartenenti alle forze armate e della Nato e il personale diplomatico.

Il giudice non può rilevare d’ufficio una ragione di nullità del licenziamento diversa da quella eccepita dalla parte

La disciplina della invalidità del licenziamento è caratterizzata da specialità, rispetto a quella generale della invalidità negoziale, desumibile dalla previsione di un termine di decadenza per impugnarlo e di termini perentori per il promovimento della successiva azione di impugnativa. Pertanto, il giudice non può rilevare d’ufficio una ragione di nullità del licenziamento diversa da quella eccepita dalla parte.  (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 8/20; depositata il 2 gennaio)

Come cambia la pensione di reversibilità

Quando i redditi Irpef dei superstiti non superano di 4 volte il trattamento minimo (siamo a circa 26.780€) la riduzione della pensione è del 25%. Maggiore il taglio, che arriva al 40%, in caso di reddito tra le 4 e le 5 volte il trattamento minimo; quando invece si superano i 2.570€ mensili, nonché i 33.400€ annui (circa), l’assegno arriverà al 50%.

Concorsi Inps e Agenzia delle Entrate

Bisognerà attendere per saperne di più sui i bandi che dovrebbero portare a nuove assunzioni all’interno dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate. Il concorso Inps prevede l’inserimento di 1.869 nuovi dipendenti, in totale saranno 5.500 i nuovi contratti entro la fine del 2020. Riguarderanno invece l’Agenzia delle Entrate cinque bandi per selezionare nel corso dell’anno 2020 (2.300 figure non dirigenziali e 300 dirigenti).

OPZIONE DONNA, INCLUSE ANCHE LE NATE NEL 1961

Il testo della Legge di Bilancio per il 2020 interviene sulla normativa ammettendo al regime sperimentale le lavoratrici che compiono 58 anni (59 anni le autonome) entro il 31 dicembre 2019 (sempre a condizione di avere alla medesima data 35 anni di contributi). Vengono cioè incluse le nate entro il 31 dicembre 1961 (1960 le autonome) se in possesso di 35 anni di contributi al 31 dicembre 2019.

TRACCIBILITÀ PER FRUIRE DELLE DETRAZIONI FISCALI

Si riportano i co. 679 e 680 dell’Art. 1 della Legge di Bilancio 2020:

  1. Ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento degli oneri indicati nell’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e in altre disposizioni normative spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
  2. La disposizione di cui al comma 679 non si applica alle detrazioni spettanti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

A titolo di esempio si ricorda che il richiamato articolo 15 del TUIR dispone la detraibilità dall’imposta lorda per un importo pari al 19 per cento per gli oneri sostenuti dal contribuente per: spese sanitarie; interessi per mutui ipotecari per acquisto immobili; spese per istruzione; spese funebri; spese per l’assistenza personale; spese per attività sportive per ragazzi; spese per intermediazione immobiliare; spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede; erogazioni liberali; spese relative a beni soggetti a regime vincolistico; spese veterinarie; premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni; spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

ANCHE PER CANONI MAI INCASSATI È DOVUTA L’IMPOSTA AI FINI IRPEF

I canoni di locazione concorrono alla formazione del reddito imponibile indipendentemente dalla loro effettiva percezione. Lo ha affermato al Cassazione nell’ordinanza n. 31426 del 2 dicembre 2019.

a cura della FTP

IL COORDINAMENTO TERRITORIALE