Le prime battute del 2020 ci rimandano alla società dell’uomo Joyciano

Cultura & Società

I primi gesti eclatanti del 2020 purtroppo li abbiamo  già visti:

da papa Bergoglio che cerca di svincolarsi in modo poco papale dalla mano di una sua Fans , a Matteo Salvini che mentre è sulla neve imita “ scimmiottando” il papa in un  gesto che indigna il Vaticano, a “Tolo Tolo”, il film di Checco Zalone che “quieta gli animi di leghisti, i sovranisti, i grillini, gli xenofobi, i machisti, i fascisti, i celoduristi, le Meloni e i Grillo e tutti coloro che gridano all’invasione e racconta l’Italia di oggi, il dramma del Sud, la miseria di una classe politica incapace di guardare al bene comune e soprattutto l’origine della tragedia dei migranti, la causa che li spinge a cercare miglior fortuna in Europa: la disperazione di chi ha perso tutto” scrive Anfossi di Famiglia Cristiana.

Ed io già associo in questa società del 2020 gli uomini  Joyciani, che non conoscono  nessuna libertà, e non hanno- letteralmente – “libertà di parola”, perché non sanno pronunciare parole libere, e continuano a usare parole altrui, pensieri altrui, a bere whiskey e gin altrui, a guardare un mare altrui.  Insomma che ripetono a memoria cose che la società del 2020 gli impone di ripetere, in tutti gli ambienti:

dal Cinema , con un Checco Zalone “ bendato sulla bocca” ai dialoghi politicamente scorretti, a Salvini che non può nemmeno imitare uno scivolone del Papa in un gesto che ci si aspetta dalla nostra portinaia , alla politica che si arrampica sugli improbabili specchi di sardine e grillini, senza alcuna speranza invece di scegliere la strada della libertà a cui per natura siamo destinati. Soprattutto nel 2020!

Eleonora Magnelli