Austerita’

Politica regionale, nazionale e internazionale

Con un carico fiscale ancora da quantificare, la nostra produzione interna stenta a recuperare. In Area Euro, è calata la richiesta di prodotti italiani. Il rapporto tra entrate e uscite non è più bilanciato e le prospettive per il futuro non sembrano migliori.

Con una “crescita” da verificare, si potrebbe favorire la presenza di un’Europa a “due” velocità.  L’Italia andrebbe tra gli Stati a scartamento ridotto. I mali di casa nostra non sono di ieri. Su questo presupposto siamo tutti d’accordo. Del resto, nessuno s’illude che l’azzeramento del nostro debito pubblico andrà a verificarsi in pochi anni. L’impossibilità di provvedimenti di carattere internazionale a nostro favore c’impone alcune riflessioni.

La crisi italiana non presenta presupposti di mutamento in positivo. Il sistema finanziario UE è meno elastico di quanto potrebbe sembrare. Anche se è prematuro fare delle previsioni entro poco tempo. Vedremo come si comporterà questo Esecutivo Conte “bis”.

Insomma, l’austerità la vediamo sempre più fine a se stessa. L’area Euro non rappresenta lo “scudo” contro la recessione. La nostra economia ha delle regole interne e internazionali da rispettare. Del resto, l’UE è solo una sorta di volano economico che, da noi, non è riuscito a mettersi  al passo con quello politico.

Quando il tasso di crescita è inferiore a quello preventivato, ogni segnale di ripresa potrebbe rivelarsi insensato. Se non si riesce a escogitare una nuova via, lo Stato potrebbe fagocitare se stesso con un’implosione che nessuna legge di stabilità o referendum potrà bloccare. I prossimi provvedimenti di natura fiscale potrebbero, purtroppo, convalidare la nostra tesi.

Giorgio Brignola