Buon Natale in musica

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Folto pubblico saluta l’orchestra giovanile diretta da Estevan Velardi Un momento del concerto

di Nunzio Sfrecola

E’ tradizione consolidata organizzare, nei giorni immediatamente precedenti il Natale, una serie di eventi musicali per ricordare il natalizio del Signore. Anche il Conservatorio di Bari si è inserito in questo filone presentando il suo Concerto di Natale nell’Auditorium “Nino Rota”, un gioiellino recentemente riaperto al pubblico dopo lunghi lavori di restauro. Il concerto, tenutosi il 20 dicembre, ha visto per protagonista l’Orchestra Giovanile del Conservatorio sapientemente diretta da Estévan Velardi, attuale docente di Esercitazioni Orchestrali nel Conservatorio barese.

L’orchestra, formata da valenti allievi , ha eseguito brani di Mozart e di Schubert, nello specifico, la Sinfonia n. 29 in la maggiore K 201 di Mozart, la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore D 485 di Schubert, ed infine, il Mottetto per soprano e orchestra K 165 “Exultate, jubiliate” di Mozart.

Si tratta di composizioni giovanili di entrambi i compositori ma che rivelano già una certa maturità di pensiero musicale. La sinfonia n. 29 di Mozart, terminata il 6 aprile 1774 a Salisburgo, presenta un’orchestrazione ridotta rispetto alle sinfonie successive, (archi, due oboi e due corni); si compone di quattro movimenti secondo i canoni del Classicismo. Definita dal musicologo Stanley Sadie “una pietra miliare, personale nel tono e ancor di più nella sua combinazione di intima musica da camera con una tempra ardente e impulsiva”, la sinfonia è pervasa da uno spirito leggiadro che dà risalto ai singoli strumenti attraverso non un vero contrappunto ma attraverso un abile gioco di imitazioni presenti soprattutto nel primo e nel secondo movimento. La sinfonia si conclude con un brillante Allegro con spirito la cui complessità di scrittura dimostra la raggiunta piena maturità artistica da parte del compositore salisburghese.

Il programma è proseguito con la Sinfonia n. 5 di Franz Schubert,  autore  di una vasta produzione di musica strumentale e vocale, soprattutto per quanto riguarda il genere liederistico. Scritta a soli 18 anni, questa sinfonia si ispira in particolar modo alla sinfonia in sol minore n. 40 K 550 di Mozart.  Scritta in quattro movimenti per un organico composto da un flauto, due oboi, due fagotti, due corni e archi, essa si apre con un Allegro al cui interno si presentano due temi: il primo, delicato e cantabile, il secondo più elaborato e vigoroso, ma sempre elegante. E’ nel secondo e terzo movimento, rispettivamente Andante con moto e Minuetto – Allegro molto – Trio, che si riscontrano maggiormente le affinità con la sinfonia in sol minore di Mozart. Infine l’ultimo movimento, brioso e irruento ma anche più calmo laddove nuovamente si ispira alla musica mozartiana.

Ultimo brano in programma, il Mottetto K 165 di Mozart. Anche questo brano appartiene al periodo giovanile del compositore salisburghese. Eseguito per la prima volta a Milano il 17 gennaio 1773, si articola in quattro parti: “Exultate, Jubilate” – Allegro in fa maggiore; “Fulget amica dies” – Recitativo secco; “Tu virginum corona” – Andante in la maggiore; “Alleluja” – Allegro in fa maggiore. La parte del soprano solista è stata sostenuta da Camilla Difonzo, allieva di Antonietta Cozzoli, che con sicurezza e abilità ha affontato i virtuosistici passaggi nel registro degli acuti presenti nella prima parte e nell’Alleluja finale, che è stato bissato al termine del concerto.

Fra le prime parti dell’orchestra guidata, come dicevamo prima, dal M° Estévan Velardi, abbiamo notato due presenze a noi già note per la loro partecipazione  ad altri eventi indetti da varie associazioni sempre qui a Bari: si tratta di Maddalena Licinio distintasi per aver sostenuto con impegno e disinvoltura il ruolo di primo violoncello e di Sabrina Di Maggio che è stata spalla dei primi violini nei due brani di Mozart (mentre spalla dei primi nella sinfonia di Schubert è stata Delia La Gala). Già apprezzata in vari concorsi e master da didatti violinisti di altissimo livello concertistico (tra cui Alessio Bidoli e Franco Mezzena – giusto per citare due nomi – che la hanno giustamente premiata col riconoscimento di primo premio assoluto in alcune masterclasse o concorsi), auspichiamo di poter riascoltare la Di Maggio ancora nel 2020 durante le numerose celebrazioni per il 250° anniversario della nascita del sommo musicista L. van Beethoven che certamente non mancheranno nelle programmazioni delle associazioni musicali presenti sul territorio.

Apprezzate anche le altre prime parti che si sono avvicendate nel corso della serata, la già citata Delia La Gala, Stefano Casaula (violinista), Silvia Latrofa e Leonardo Zonno (violisti).

Successo dunque assicurato per una piacevole serata prima della sospensione delle attività didattiche in vista delle festività natalizie. (M° Nunzio Sfrecola)