Roma. Non servono inchieste e proteste

Ambiente & Turismo

E’ trascorso più di un mese e mezzo da quando Corrado Formigli ha trasmesso l’inchiesta inquietante, sconvolgente, sulla “Terra dei fuochi” nei quartieri di Roma est, i cui abitanti hanno un’aspettativa di vita più bassa di tre anni rispetto a che abita in zone centrali, a causa dei cumuli di spazzatura e soprattutto dei frequenti roghi tossici. Pensate che gli amministratori della Capitale si siano minimamente preoccupati? Pensate sia cambiato qualcosa? Non è cambiato nulla. Trascrivo dal “Gruppo pubblico di Colli Aniene su Facebook”: “16 Dicembre 2019, ore 20,10 circa. Ancora una volta lo scempio si manifesta in tutta la sua pericolosità, fumo nero e acre, fiamme alte sono lo spettacolo indecente che si manifesta sotto i nostri occhi, sotto le nostre finestre, tutta l’area Salviati è invasa dal fumo… “.  “Ennesimo immenso rogo tossico a Tor Sapienza al confine con Colli Aniene, che ci obbliga a respirare diossina e altri veleni. Per quanto ancora dovremo accettare di essere ignorati così dalle istituzioni? Dove sta scritto che chi vive qui si deve ammalare di tumore?”. Non è cambiato niente e niente cambierà. Si arriverà al momento di eleggere il nuovo sindaco, e come già è successo, molti voteranno diversamente dalla volta precedente, nell’illusione che cambi qualcosa. Ma non cambierà nulla. Non servono le inchieste, non servono le proteste.

Renato Pierri