La musica e la vita  di Franz Schubert visto dalla altamurana Emilia Carretta

Cultura & Società

La musica e la vita  di Franz Schubert scandagliata dalla poliedrica altamurana Emilia Carretta docente di Italiano e Latino a Maglie (Lecce)

Giovanni Mercadante

Presentato  il suo volumetto “Mito, Eros e Poesia nel Lied romantico ed oltre”, nell’autorevole sala consiliare del Comune di Altamura davanti ad un pubblico attento. Uno studio sul compositore viennese Franz Schubert, opera edita da Edizioni Universitarie Stamen.

La presentazione è stata introdotta dal prof. Luigi Viscanti, Presidente del Club Unesco di Altamura e dal prof. Giacinto Moramarco, docente di musica nonché Presidente dell’Associazione civica Pro Saverio Mercadante. L’Assessore alla Cultura Nunzio Perrone ha portato i saluti dell’Amministrazione all’autrice, ai relatori e al pubblico presente.

Emilia Carretta, docente di Materie letterarie e Latino al Liceo classico Francesca Capece di Maglie (Lecce), altamurana doc, sposata con Luigi Vanzanelli, medico veterinario dirigente dell’ASL/Lecce Sud, ha due figli. Nonostante la lontananza dalla città natia, porta nel cuore  la sua “altamuranità”, fiera delle sue origini e dell’appartenenza a un territorio ricco di cultura e di tradizioni. E’ l’ambasciatrice di Altamura nel Salento.

Il Liceo di Maglie,  sua città d’azione (luogo di nascita del grande statista italiano Aldo Moro), vanta di essere stato frequentato da studenti brillanti divenuti intellettuali molto apprezzati a livello nazionale e internazionale (vedi Oreste Macri, linguista ispanista, filologo e critico letterario). Lei fa parte dello staff della presidenza. Nei rapporti interdisciplinari si occupa tra l’altro di intercultura con i mass-media esteri ed con i il territorio.   E’ redattrice del giornale Repubblica @Scuola – , all’interno del quale ha vinto tre campionati come migliore insegnante a livello nazionale.

I fermenti culturali, di cui è impregnata, sono affiorati  impetuosi nella breve e densa intervista. Non dimentica le sue alunne avute al Liceo Linguistico di Altamura che è stata una palestra didattica  nei suoi primi anni di docenza (è stata insegnante di mia figlia).

La sua preparazione è multidisciplinare; una meteora vagante in famiglia per la sua vivacità nell’apprendimento, fortunatamente condivisa dai genitori che hanno fatto enormi sacrifici accompagnandola ai tanti impegni: ai corsi  di pianoforte a Monopoli, di canto lirico,  di danza classica e  frequentazioni di   associazioni musicali.

Comunque nella famiglia Carretta-Priore si respira aria elevata cultura (tutti letterati, artisti e professionisti; il saggio in parola è dedicato alla mamma Margherita Priore, insegnante, scomparsa nel 2014, sua prima fan).Al centro l’autrice, prof.ssa Emilia Carretta, da: sinistra prof. Giacinto Moramarco –  prof. Luigi Viscanti

La formazione scolastica presso il Liceo Cagnazzi di Altamura è stata molto significativa, importante nella sua vita. Queste  discipline hanno aperto varchi verso altri percorsi. All’Università di Bari conosce il prof. Giuseppe Farese, docente di Lingua e letteratura tedesca nonché critico letterario.

Nel suo piano di studi, Emilia Carretta  aggiunge il  tedesco e la musica che le ritorneranno utili nella tesi di laurea biennale su  musica e poesia tedesca.

Studi che continueranno negli anni successivi con esperienze fusesi nel frattempo con la danza e il canto. E qui ritornano ancora nella laurea finale, nel cui progetto il prof. G. Farese le propone di  parlare del compositore austriaco Franz Schubert. Sarà un lavoro corposo, ma difficile.

Propone il correlatore Giovanni Carli Ballola, professore emerito di musica moderna, musicologo critico del giornale ESPRESSO,  purtroppo scomparso anni fa.

Sul versante del canto lirico, fa la conoscenza a Monopoli con il tenore Tito Titano, figura molto nota, il quale accortosi del suo tono di voce, le propone un esame  di ammissione di canto lirico  a Monopoli che supera brillantemente permettendole di entrare in una classe speciale dove insegna una docente  di canto lirico di origine persiana: Hagint Vartajan, interprete molto ricercata nelle opere verdiane.

Emilia Carretta confessa che non ha mai pensato di fare la cantante lirica; la sua passione è la letteratura. La conoscenza della musica nelle sue varie declinazioni è un bagaglio di straordinaria bellezza interiore; ti riempie i vuoti.

Ha avuto anche una scuola di danza; lei stessa ha interpretato ruoli importanti in balletti. Insomma, ammette che è nata sì con questa passione, ma con ben  altre sfaccettature; ama anche la poesia.

Ha vinto numerosi premi di poesia, tra cui l’ultimo con il suo componimento “Ricerca d’infinito” che si allaccia alle suggestioni leopardiane; è seguito subito dopo un  primo premio a Fano e poi ancora al San Carlo di Napoli.

Con l’insegnante persiana coltiva la musica di F. Schubert, un’attrazione che si insinua sempre più dominante  nel suo essere. Ed ecco che si innamora dei Lieder, in cui Franz Schubert mette in musica i componimenti poetici del grande poeta Johann Wolfgang Goethe.

Inizia così  la grande avventura sul repertorio di F. Schubert. Il suo lavoro prende una strada molto ardua, tutto in salita. Analizza testi musicali e letterari dal punto di vista strutturale. Il suo lavoro è un’analisi comparata, senza punti di riferimento.

E’ una “full immersion” quella di scandagliare il mondo “schubertiano”. Il parallelismo del Romanticismo italiano con quello tedesco è quasi affine. Se si vuole fare un confronto tra due musicisti, es. Mercadante di Altamura nato  nel 1795, e Schubert nel 1798, sebbene entrambi vissuti in pieno Romanticismo, ha sottolineato Giacinto Moramarco – hanno viaggiato su  binari paralleli, insomma  non si sono mai incontrati; da qui la differenza della loro musica.

Entrambi tuttavia vivono i mutamenti rivoluzionari. F. Schubert fu grande estimatore del grande musicista e compositore tedesco Ludwig van Beethoven, tanto da manifestare il desiderio di essere sepolto accanto a lui prima di lasciare il mondo terreno.

Infatti F. Schubert morì giovanissimo, a 31 anni; fisicamente bruttino, personalità schiva, fu definito un outsider/escluso. Compose musica sacra e profana; la sua maggiore produzione è concentrata sulla forma del Lied, oltre 600 brani. Il Lied è più adatto al carattere di F. Schubert; sperimenta il Lied strofico con 5 strofe su poesia del poeta  Mueller; la musica è priva di ripetizione. Il Lied indica semplicemente la cantata o la romanza, mentre nella lingua tedesca s’intende poesia per la musica.

Emilia Carretta in definitiva ci fa esplorare  il mondo della musica di F. Schubert, prendendoci per mano come si fa con un bambino, accompagnandoci con il suo breve e piccolo saggio pregno di citazioni e soprattutto di frammenti di Lied (testi e musica) che per i gli addetti ai lavori sono di grande aiuto,per i profani è una scoperta;

vedi: Der Lindenbaum, pag. 35 (il tiglio, paragonabile al cipresso);

Der Tod/La morte, pag. 42

Der Wanderer/Il Viandante, pag. 44 , un chiaro riferimento al Paese, inteso nazione, parola tanto cara ai giovani rivoluzionari romantici;

Wohin?/Dove, pag. 52;

Gute Nacht/Buona Notte, pag. 63;

Trockene Blumen/Fiori appassiti, pag. 55;

Einmsamkeit/Solitudine, pag. 68;

Die Kraehe/La Cornacchia, pag. 69;

Der Leiermann/L’uomo dell’organetto, pag. 73-74

Musica e testi sono  pregni di pathos. La lingua tedesca, a dispetto degli scettici, sebbene abbia suoni duri, presenta nella sua essenza significanti e significati strutturalmente di elevata intensità linguistica (parole dello scrivente, germanista).