Arte, Cultura & Società

Il maestro concertatore Buonvino, “incontro tra generi diversi”

di Roberta Grassi

MELPIGNANO (LECCE) – L’incontro, l’apertura ad altre forme d’arte, il cinema: sarà tutto questo la Notte della Taranta 2020, un insieme vario di emozioni fatte di suoni e immagini. Una mescolanza di generi che devono ancora prendere forma nel lavoro appena avviato del maestro concertatore, il compositore Paolo Buonvino nei giorni scorsi, con largo anticipo rispetto alle edizioni precedenti, ha incontrato i musicisti, l’orchestra e tutta la macchina artistica che sta dietro l’evento musicale salentino divenuto famoso nel mondo. Il concertone che come ogni anno conclude a Melpignano (Lecce) un ricco calendario di eventi legato alla Taranta, si terrà il 22 agosto. Buonvino, autore di indimenticabili colonne sonore per il cinema, ha delineato oggi in una conferenza stampa alcune anticipazioni sul festival a cui sta pensando. Si punterà ad una commistione tra linguaggio popolare e linguaggio colto, la stessa che ha portato Buonvino a comporre hit di successo come la recente “Renaissance” per Skin, colonna sonora della serie “I Medici” e in passato “Eppure Sentire”, interpretata da Elisa, “Baciami ancora” di Jovanotti, “Tutto può succedere” con Giuliano Sangiorgi.

All’incontro di oggi nella sede della Fondazione Notte della Taranta, hanno partecipato oltre a Buonvino, il presidente della Fondazione, Massimo Manera, l’assessore regionale al Turismo, Loredana Capone e il sindaco di Melpignano, Ivan Stomeo. “Mi sono sentito a casa, venendo qui – ha detto il maestro concertatore – ho ritrovato molte cose della mia Sicilia che ci accomunano. Anche una parte di dialetto, di lingua. Ma soprattutto la cosa che mi ha colpito e mi colpisce di questo onere e onore che ho, nell’affrontare questa cosa, è che condivido con gli organizzatori e i musicisti, con gli studiosi, una cultura dell’incontro”. “E’ un periodo in cui questa cultura viene banalmente minata – ha detto ancora – come se l’incontro portasse via alle persone qualcosa. L’incontro, in questa terra e nella natura dell’uomo è arricchente e fruttuoso”. “La vostra musica lo rappresenta in maniera straordinaria – ha concluso – l’incontro per fare qualcosa per qualcun altro, per guarire”.

“Grazie alla programmazione pluriennale – ha dichiarato invece il presidente della Fondazione, Massimo Manera – siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo di lavorare al concertone con largo anticipo consentendo al maestro e ai musicisti di fare un lungo percorso di conoscenza e di scambio che sono sicuro – ci darà il risultato sperato. Offrire al pubblico uno spettacolo unico e indimenticabile”.