Amleto in scena ad Acquaviva delle Fonti

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Scene Sospese Teatro

AMLETO

Voci delle nostre identità il dilemma perpetuo dell ’uomo – da “Amleto” di W. Shakespeare

Quando silenzio e follia, realtà e illusione si incontrano danno un volto alla coscienza collettiva attraverso una maschera. Quando nel silenzio delle nostre identità coesistono anima e umori la follia pian piano prende piede e colora le voci e i corpi, proprio come nei versi di Emily Dickinson.

Amleto gioca con la sua follia e si beffa lucidamente di chi gli sta intorno consapevole dei suoi scopi, ma Ofelia ne è fuori e, inconsapevole, si lascia morire.

Ma la morte è compagna di chi cerca l’odio e la vendetta e così innalza la sua ombra travolgendo tutti in un lago di sangue.

Amleto, Ofelia, lo Spettro, Re Claudio, La Regina, rappresentano simboli forti e di grande attualità di quanto il potere possa logorare chi ce l’ha e sbeffeggiare chi non ce l’ha. D’altra parte l’ “essere o non essere” è il dilemma perpetuo dell’uomo.

Lo spettatore si trova quasi ad interagire con i personaggi già dalle prime fasi  quando Amleto e lo Spettro si confrontano in un surreale dialogo fra il mondo dei vivi e l’aldilà, immaginando che ci fosse uno specchio d’aria a separarli. Come si può accettare l’assassinio di un padre e l’usurpazione della corona avvenuta in modo così subdolo?

Drammatica conseguenza degli eventi accaduti ad Amleto è il velo di follia che lo pervade e che si “riflette” anche su Ofelia.

Un’incantevole fanciulla appare sospesa nell’acqua, immagine rappresentata dall’iconografia romantica in cui Ofelia, in preda alla follia, scivolando nelle acque di un fiume, muore annegata.

Idea e adattamento:

Massimo Abrescia, Katia Nacci

Performance teatrale – durata 1 ora

Musiche  Massimo Abrescia

Scene e Costumi   Susi Rutigliano

Luci  Francesco De Filippo

Con:

Claudio Ciraci: Il Principe Amleto, Tiziana Manfredi: Ofelia, Susi Rutigliano: La Regina Gertrude, Maurizio Sarubbi: Re Claudio.

Info tel 347-7894393 – 347-4846040

massimo.abrescia@libero.it

S.C.E.N.E.