L’associazione Stati Generali delle Donne chiede una città a misura di donna

Ambiente & Turismo

L’indagine condotta con AIDIA rileva i bisogni della popolazione femminile legati alla vivibilità cittadina

La paura accompagna ancora le donne che a Bari sono per strada dopo la chiusura serale delle attività commerciali, un dato emerso da una recente indagine pilota, condotta dall’associazione Stati Generali delle Donne che, in collaborazione con l’Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architette – Sezione di Bari, ha somministrato nel quartiere Madonnella un questionario per rilevare i bisogni della popolazione femminile legati alla vivibilità cittadina.

“La sicurezza dalla microcriminalità e dalla violenza di genere – afferma la sociologa Mirella Giannini, presidente di SGD – e, nondimeno, l’attenzione allo stato dell’ambiente, per esempio quello del seafront di Madonnella sempre a rischio di sversamento liquami per il malfunzionamento della condotta fognaria Matteotti, sono, da una prima analisi dei dati della nostra indagine, tra i bisogni da soddisfare con maggior urgenza. Ma anche il bisogno di aggregazione, di spostamento, di mobilità…”

SGD e AIDIA hanno inteso stimolare “la partecipazione delle donne all’urbanistica”, affinché i progetti urbanistici abbiano come tessuto la conoscenza dei bisogni di coloro che, con i propri corpi e con le proprie diversità, abitano le città. Che le donne possano essere promotrici del diritto di tutti a una condizione di benessere sociale, nei centri delle città e nelle periferie, è uno degli obiettivi che Stati Generali delle Donne si è posta sin dalla sua fondazione e che, in quei primi giorni dell’aprile 2014, ha formalizzato nel documento intitolato La città delle donne, sottoscritto da Architette e Ingegnere aderenti alla Associazione.

SGD, salutando quindi il convegno “La partecipazione delle donne allo sviluppo urbanistico” – organizzato dalla Regione Puglia per il prossimo 11 dicembre – sarà ben lieta di intervenire offrendo il proprio contributo alla celebrata urbanistica di genere che si distacchi definitivamente dalle logiche dello sfruttamento commerciale, della vanità professionale, della ricchezza, del potere politico, logiche che hanno finito per rendere i ricchi più ricchi e i potenti più potenti.