Piano casa. M5S: Maggioranza sfiducia Emiliano

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Piano casa. M5S: “Maggioranza sfiducia Emiliano e fa cadere il numero legale su un provvedimento che aveva chiesto di votare”

“Emiliano oggi è stato sfiduciato in aula dalla sua stessa maggioranza, che ha fatto cadere il numero legale, nonostante lui gli avesse chiesto di restare per votare la proroga al piano casa, e nonostante il tentativo del presidente Longo di far tornare in aula il centrosinistra sospendendo in maniera illegittima il Consiglio e cercando di prendere tempo alla ripresa per convincere i consiglieri a rientrare. Dopo l’indegno spettacolo offerto oggi da Emiliano e dal consigliere Amati che, per un mera prova di forza interna, hanno bloccato per ore i lavori del Consiglio, dovrebbero dimettersi tutti perché è chiaro che sono ormai allo sbando. Invece continuano a litigare bloccando provvedimenti urgenti per la Puglia, come il piano casa”. Lo dichiarano i consiglieri del M5S a margine della seduta del consiglio regionale chiuso durante la votazione sul piano casa per mancanza del numero legale. 

“Siamo rimasti in aula – continuano – perchè al primo posto per noi vengono i pugliesi. Siamo favorevoli alla proroga del piano casa,  ma ci opponiamo fermamente  alle innovazioni normative recentemente introdotte finalizzate a consentire, attraverso questo strumento, qualsivoglia trasformazione edilizia. Per questo abbiamo presentato un emendamento che impedisce che l’applicazione del Piano Casa consenta di trasformare gli edifici ricadenti in zone territoriali destinate all’insediamento di impianti industriali, in edifici residenziali. Emendamento che il consigliere Casili aveva già presentato in Commissione ed era stato bocciato senza alcuna motivazione nonostante il parere tecnico degli uffici fosse positivo. Oggi la nuova bocciatura, mentre è stato approvato l’emendamento del consigliere Santorsola avente le stesse finalità.  In commissione come in aula ci siamo battuti perché non è possibile sottrarre ai Comuni le funzioni di pianificazione territoriale, lasciando loro tuttavia la possibilità di agire in maniera differente a seconda dell’imprenditore edile coinvolto e portando numerosi privati al contenzioso. Un modo di fare politica che non ci appartiene. Così come riteniamo che l’aula non sia il luogo dove la maggioranza deve lavare i propri panni sporchi. Per quanto appassionanti e divertenti le liti tra loro, quando vogliamo assistere a uno spettacolo, preferiamo il cinema o il teatro”.