Navi ong cariche di clandestini verso l’Italia, il Pd ordina lo sbarco

CronacaDiritti & Lavoro

Ormai il processo lo conosciamo. Da quando c’è di nuovo il partito degli immigrati al governo lo abbiamo visto all’opera già decine di volte: l’Ong scarica i suoi clandestini in un porto italiano, e dopo un paio di giorni è di nuovo in Libia a pesca. Tempo qualche giorno e torna davanti Lampedusa a chiedere di sbarcare.

Parte subito la solita nenia dei ‘bambini’ che devono sbarcare.

Ancora una volta a guidare la canea dei buonisti è il deputato scafista Matteo Orfini che chiede lo sbarco della Alan Kurdi, la nave dell’ong tedesca Sea Eye. E della francese Ocean Viking.

“Gentile Conte – ha scritto Orfini su Twitter – è rassicurante vederla ribattere a Salvini con durezza sul Mes. Ma la Alan Kurdi di SeaEye è da giorni in mezzo al mare in attesa di un porto”.

La nave dell’ong tedesca ha infatti a bordo 77 clandestini, recuperati durante una missione nel Mediterraneo centrale da un’imbarcazione in difficoltà. Alcuni di questi sono già scesi per i soliti ‘presunti malesseri’, quelli che spariscono miracolosamente appena toccano terra. In tutto, sulle due navi, parliamo di un paio di centinaia di clandestini. Solo pochi giorni fa, con l’ultimo sbarco, le stesse navi ‘umanitarie’ ne avevano scaricati diverse centinaia.

Nel fare riferimento alla Alan Kurdi, Orfini ha invocato nuovamente quella parola così tanto usata ad agosto in sede di trattative per la formazione del Conte II, ossia “discontinuità”: “È proprio su questi temi che si misura la discontinuità con Salvini – ha dichiarato Orfini – La smettiamo di tenere in ostaggio i naufraghi?”

Orfini era sulla Sea Watch quando speronava una nostra motovedetta. Orfini era presente quando:

Ma è ancora a piede libero. Paese dei balocchi.

Intanto, sulla vicenda Alan Kurdi è intervenuto un altro esponente politico sempre molto vicino alle ong. Tanto che al tempo di Salvini passava più tempo in crociera che in Parlamento. Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana, ha infatti espresso il suo sostegno a favore dello sbarco della nave su Twitter: “La nave Alan Kurdi è in mare da giorni – si legge – Continuano le evacuazioni mediche. Cosa stiamo aspettando ad assegnare un porto sicuro per farli sbarcare? #fateliscendere”.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, come sempre, ha messo a disposizione il porto del capoluogo siciliano: “Palermo è una città accogliente e il suo porto deve essere aperto – ha dichiarato il primo cittadino – Chiedo al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte di intervenire per garantire lo sbarco immediato di migranti in emergenza a Palermo”.

Una minuscola pattuglia di invasati detta la linea alla maggioranza degli italiani. Deve finire. E deve finire ora.