Italia in crisi

Ambiente & Territorio

Da noi, il 2020 inizierà con una percentuale di disoccupazione ancora elevata. Ora, esaminando la realtà di casa nostra, solo il 21% dei disoccupati dichiara di svolgere qualche lavoro occasionale. Non abbiamo difficoltà a crederci. Il Bel Paese resta in fibrillazione sul fronte occupazionale. La questione, quindi, appare sempre complessa e variegata. Per una tortuosa serie di motivi, i conti non tornano. Questa Esecutivo dovrebbe dissipare le perplessità di molti italiani ed è un banco di prova per i partiti che lo rappresentano.

Si mostrano, però, poche scelte per ridare vitalità a un’economia vittima anche di una speculazione che, forse, poteva essere evitata. L’aliquota dei disoccupati, e quella dei giovani alla ricerca di una prima occupazione, è a quota “28”. Come a scrivere che chi non trova lavoro, sopra la soglia dei ventotto anni potrebbe restare disoccupato “a tempo indeterminato”. Nel resto dell’UE questa quota è, mediamente, a “35”. Senza essere degli economisti, appare evidente che quando il Prodotto Interno Lordo (PIL) è, in sostanza lo stesso dello scorso anno, resta impossibile negare la presenza di un processo economico inadatto.

Secondo il nostro modo di vedere, anche l’anno prossimo sarà caratterizzato da una contrazione dei consumi e, probabilmente, con un fronte governativo in “crisi”.  Molto dipenderà anche dal nostro profilo a livello UE. Le premesse, purtroppo, non sono confortanti. Del resto, i nostri politici hanno ancora molto da addottrinarsi per evitare altre figuracce. Viviamo, infatti, in un Paese in forte crisi d’identità sociale. Neppure possiamo, almeno per ora, azzardare delle comparazioni tra questo Governo e i precedenti dell’ultimo ventennio. Essere in “crisi” socio/economica, infatti, ha assunto un ben più desolante primato.

Giorgio Brignola

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