Orazione per l’anno che verrà

Diritti & Lavoro

Tra poche settimane, inizierà un nuovo anno. Nuovo, perché? Che cosa cambierà? Molti uomini continueranno ad avere fame di cibo e di giustizia e il mondo soffrirà per le devastazioni di guerre che non sono mai “piccole ”. In molti Paesi mancherà ancora la libertà.

I ricchi continueranno a non occuparsi di chi opera per la loro prosperità. Molte ideologie resteranno confuse e ancor più lo saranno coloro che le condividono. Essere liberi, ma tutti liberi, sarà difficile come per l’anno che stiamo per lasciare. Cosa c’è di nuovo? L’ossequio continuerà ad allettare più della sincerità. La contestazione e la repressione più del dialogo e della carità. E saremo ancora soli con i nostri compromessi, con i dubbi per il domani. Soli, in città che appaiono indifferenti al malessere e circondati da altri uomini in preda ad un dinamismo che è incapacità di fermarsi per paura di riflettere.

Se il calendario indicherà un “nuovo” anno, significa, forse, che saremo cambiati? Dove sono finiti i buoni propositi con i quali avevamo iniziato quello che ci stiamo lasciando alle spalle? Se il mondo non è cambiato in oltre duemila anni di “nuovi” anni, la colpa è nostra. Tuttavia, desideriamo sperare in un futuro migliore.

Signore, dacci la forza per renderlo concreto. Donaci, oggi e tutti i giorni del prossimo anno, che solo Tu potrai rendere veramente “nuovo”, la forza d’entrare maggiormente in contatto con i Fratelli, per stringere le nostre mani con le loro e per una Pace che non sia una parola “senza” reale significato.

Giorgio Brignola