Immigrati regolari non sono una ricchezza: metà non lavora, 161mila con pensione

Cronaca

Matteo Salvini

@matteosalvinimi

: io non sono né razzista, né fascista, né nazista. Solo orgoglioso di essere italiano. I confini sono sacri, l’immigrazione va regolata, i clandestini vanno bloccati. A tutela dei milioni di immigrati regolari, che sono una ricchezza.

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Dicono che gli immigrati vengono in Italia a lavorare. Ma allora ci devono spiegare i numeri diffusi ieri da un’organizzazione xenofila legata alla Chiesa italiana, la Fondazione Moressa.Presentato il Rapporto 2019 sull’economia dell’immigrazione, la fondazione ha informato che sono 2,5 milioni di occupati stranieri a produrre il 9% del Pil.

Questo significa che in Italia ci sono altri 2,7 milioni di immigrati che non lavorano. E pesano sul welfare. Meno della metà di loro sono minori, che non si comprende cosa vengano a fare in Italia se “gli immigrati vengono a fare i lavori che gli italiani non vogliono fare”, e gli altri sono semplicemente scrocconi che vengono a farsi mantenere: non è un caso che siano state centinaia di migliaia le richieste di stranieri per il ‘reddito di cittadinanza’, bloccato ad ora solo grazie ai paletti inseriti dalla Lega. Che Pd e M5s vogliono rimuovere.

E che oltre metà non lavorino, vuoi per l’età o perché venuti a farsi mantenere in hotel – 100mila di loro sono nel business dell’accoglienza, ed erano il doppio prima di Salvini -, non sorprende, visto che in Svezia, quelli arrivati dal 2015 sono al 90 per cento disoccupati.

Detto che non sono loro a produrre il 9% del Pil, ma semmai le imprese che li assumono, rimane un numero molto basso, inferiore alla percentuale di incidenza nella popolazione: significa che, anche con questo calcolo inesatto, producono meno ricchezza di quella che dovrebbero. I numeri della ricchezza pro-capite non mentono, sono crollati con l’immigrazione:

E questo non sorprende, visto che è la stessa Fondazione Moressa a spiegare che gli occupati stranieri si concentrano nelle professioni non qualificate (33,3%), solo il 7,6% qualificate. Il restante 60% si divide quasi equamente tra operai, artigiani-commercianti e impiegati. Ovvero a basso valore aggiunto: questi non si pagano nemmeno le loro future pensioni. Senza contare i 5 miliardi annui di Pil che portano via con le rimesse, rimesse che non esisterebbero se i loro lavori fossero fatti dai 5 milioni di italiani disoccupati.

E lo fanno entrando in concorrenza con gli italiani:

E questo senza considerare il danno sociale dell’immigrazione di milioni di immigrati. Se non si entra nell’ordine di idee che è l’immigrazione a uccidere un popolo, indipendentemente dal fatto che sia o meno regolare, meglio darsi alla musica.

Quando fai entrare 200mila immigrati ogni anno con i ricongiungimenti familiari, avere chiuso i porti serve a poco.

L’immigrazione non va regolata, va bloccata. Poi, fra qualche anno, quando avremo liberato l’Italia da una presenza eccessiva, potremo di nuovo pensare ad ingressi regolati di poche migliaia di individui l’anno.