Miur, prova Invalsi obbligatoria per l’ammissione all’esame di maturità 2020

Diritti & Lavoro

Written by:  Monica Montanaro

Il Miur nella giornata odierna ha diramato una circolare ministeriale il cui contenuto cogente attiene alcune novità previste per la maturità  di giugno 2020. In sostanza la circolare riferisce che per sostenete l’esame di maturità bisognerà categoricamente aver superato le prove Invalsi nel corso del quinto anno scolastico. Il testo della suddetta circolare emessa del Ministero dell’Istruzione rende tali criteri attuabili dall’anno didattico in corso. Il documento in sintesi stabilisce che “dovrà essere verificato, ai fini dell’ammissione dei candidati interni all’esame di Stato dell’a.s. 2019/2020, oltre al requisito della frequenza scolastica e del profitto scolastico, anche il requisito della partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove a carattere nazionale predisposte dall’Invalsi e quello dello svolgimento delle attività programmate nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, secondo il monte ore previsto dall’indirizzo di studi”. 

Le altre novità previste dalla circolare attengono alla reintroduzione della traccia di storia e la previsione del colloquio con la facoltà per lo studente di poter consultare previamente la documentazione predisposta dalla commissione, cassando di conseguenza il sorteggio delle tre buste. Dunque, in merito alla prova orale il candidato non dovrà più scegliere una opzione tra le tre buste messe in sorteggio per poter validare la prova. Ma da quest’anno scolastico, 2019/2010,  prima di intraprendere il colloquio lo studente dovrà necessariamente vagliare il materiale messo a disposizione dalla commissione d’esame riguardante una specifica sessione di lavoro, allo scopo precipuo di “verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera”, in modo tale da permettere al maturando un’esposizione, attraverso i materiali analizzati, che prediliga una padronanza in senso multidisciplinare delle materie scolastiche acquisite. 

Inoltre, in riferimento alla prima prova scritta di Italiano, la circolare del Miur decreta che “almeno una delle tracce della tipologia B (analisi e produzione di un testo argomentativo) debba riguardare l’ambito storico. La scelta è motivata dalla consapevolezza che la storia costituisce disciplina fondamentale nella formazione degli studenti di tutti i percorsi di studio e che vada, quindi, valorizzata anche nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione”.

Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, in merito alla sua circolare emanata, ha espresso il suo autorevole parere: “Ho aperto una riflessione critica sulle prove Invalsi ma interpreto il ruolo di ministro con prudenza e responsabilità. Ci sono dei passaggi di legge da rispettare – prosegue il ministro -. Personalmente resto dell’opinione che queste prove vadano ripensate: possono essere utili per evidenziare le fragilità del nostro sistema di istruzione. Ad ogni modo i loro esiti non influiranno in alcun modo sull’ammissione alla Maturità”.