“Fare un pacco alla camorra”: iniziativa che “frega” la mafia napoletana

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BRUXELLES – L’iniziativa “Fare un pacco alla camorra”, a cura di NCO (Nuova Cooperazione Organizzata), arriverà a Bruxelles domenica 30 novembre, a partire dalle ore 20.00 a Rue de la Victoire, 45.

L’iniziativa, sostenuta, oltre che da NCO, anche da Cultura contro Camorra, da Victoire45 e dall’Associazione Don Peppe Diana, si occupa di “fare pacchi alla camorra”.
Fare un pacco è un’espressione tipicamente napoletana. Infatti, quando i buoni “borghesi”, che si ritenevano intelligenti, si recavano ai mercati di Napoli (Forcella, Duchesca, ecc.) per comprare merci di contrabbando o “cadute dai camion”, dopo lunghe trattative riuscivano ad ottenere il bene desiderato (macchina fotografica, binocolo, radio, ecc.) ad un prezzo imbattibile (metà o anche meno del prezzo di vendita).
Il venditore, normalmente davanti alla porta di un negozio o all’ingresso di un edificio, metteva l’oggetto in una carta da imballaggio e mentre l’acquirente prendeva i soldi, con eccezionale abilità, tutta “napoletana”, sostituiva la confezione (pacco) con l’oggetto desiderato con una confezione simile fornita dal complice che si trovava dietro la porta. Questo nuovo pacchetto (pacco) non conteneva che un mattone, ma dello stesso peso dell’oggetto voluto.
Quindi, il compratore, credendo di fare l’affare della sua vita, si stava facendo fregare. Da qui la frase ” fare un pacco”.
“Fare un pacco alla camorra”, quindi, significa, avere fregato la camorra.
I prodotti della NCO, che si trovano nel “Pacco” che sarà al centro dell’iniziativa prevista per domenica 30 novembre, sono ottenuti in aziende e/o su terreni confiscati alla camorra, gestiti da cooperative sociali.