Parchi, Corte dei Conti: risultati di gestione positivi ma criticità nella governance

Diritti & Lavoro

Relazione della Sezione controllo enti sui 22 enti

“Il saldo globale della gestione economica presenta un valore positivo di 6,2 mln, invertendo quello negativo del 2016 (-222.162 euro). La gestione finanziaria di competenza del settore mostra, nell’esercizio in esame, un risultato positivo pari a 4,4 mln, con un’inversione di tendenza rispetto al dato globale negativo del precedente esercizio (-849.811 euro). La consistenza patrimoniale totale del settore considerato registra un incremento del 2,6 per cento, assestandosi al 31 dicembre 2017 a 247,3 mln, per effetto del risultato economico complessivo dell’esercizio”. Benché con alcune discontinuità “il risultato di amministrazione, considerando l’intero comparto, registra un incremento dell’11,9 per cento, assestandosi a 74,8 mln. L’aumento interessa il dato relativo a diciassette enti parco, solo cinque evidenziando valori in contrazione”

E’ quanto emerge dalla relazione della Sezione controllo enti della Corte dei conti relativa alla complessiva gestione finanziaria 2017 dei 22 enti parco nazionali.

Sotto il profilo economico-finanziario, gli enti parco sono sostenuti dai trasferimenti dello Stato che nel 2017 ha contribuito, in complesso, con l’erogazione di 66,2 mln, in aumento rispetto al 2016 (63,5 mln), e con un’incidenza sul totale delle entrate correnti pari al 64,3 %, a fronte del 68,4 % del 2016.

L’apporto finanziario di regioni, enti locali e altri enti del settore pubblico e privato, invece, anche se complessivamente in crescita rispetto al 2016 (da 6,7 mln a 7,9 mln), rimane attestato su valori notevolmente inferiori rispetto a quello dello Stato. Da qui l’esortazione della Corte dei conti ad intraprendere o intensificare politiche gestionali dirette a reperire fonti autonome di entrata.

Fanno eccezione gli Enti parco delle Cinque Terre e del Vesuvio, per i quali le entrate proprie rappresentano, per contro, la principale fonte di finanziamento, e alcuni altri (Arcipelago di La Maddalena, Arcipelago Toscano, Pollino), per i quali esse rivestono un’incidenza non trascurabile sul totale delle entrate correnti.

Disciplinati dalla legge-quadro 6 dicembre 1991, n. 394, che ha ad essi attribuito, quali enti pubblici non economici, ampi poteri pianificatori ed amministrativi sovraordinati a quelli degli enti territoriali, a distanza di quasi trenta anni dall’entrata in vigore, nessuno degli enti parco si è dotato di tutti gli strumenti della programmazione (il Piano per il parco, il Regolamento del parco, il Piano pluriennale economico e sociale – PPES) ad eccezione del parco dell’Aspromonte e, questo, nonostante il legislatore abbia contemplato una precisa disciplina dei tempi per la loro approvazione, nonché, per quanto concerne il Piano per il parco ed il PPES, anche meccanismi sostitutivi, da parte del Ministero vigilante, idonei ad assicurarne l’adozione, rimasti del tutto inattuati.

Per quanto riguarda la governance, al momento sono scaduti dal mandato quinquennale i Presidenti dei seguenti Enti parco: Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, (marzo 2019), Asinara (febbraio 2016), Circeo (dicembre 2018), Foreste Casentinesi (giugno 2018), Majella (ottobre 2017), Monti Sibillini (luglio 2018). Risulta commissariato l’Ente parco nazionale dell’Appenino Lucano, Val d’Agri e Lagonegrese (da dicembre 2018) mentre la situazione dell’Ente parco nazionale della Sila, che era commissariato dal 2014, si è recentemente risolta con la nomina del Presidente (d.m. n. 231 del 7 agosto 2019).

Sotto questo profilo, la Corte ribadisce l’esigenza di una definizione in tempi rapidi delle procedure di rinnovo degli organi di vertice in quanto i ritardi, oltre ad incidere sulla funzionalità ed efficienza gestionali, non risultano in linea con la vigente normativa generale in materia di ricostituzione degli organi.

Corte dei conti
Testo della delibera n. 106/2019