Pagare più tasse del dovuto a causa di un errore di calcolo dell’Agenzia delle Entrate? Sembra proprio che tutto ciò sia possibile a causa dell’introduzione del software di calcolo ISA, ossia Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale. Nella sostanza se prendiamo come punteggio 8 o più possiamo stare tranquilli ma se il punteggio è meno di 6 si entra a far parte della lista dei controlli presuntivi.

L’inchiesta della Gabanelli

A mettere in luce tutto questo è stata l’inchiesta di Dataroom, la rubrica di Milena Gabanelli sul Corriere della Sera. L’Isa, infatti, calcolerebbe l’affidabilità fiscale, tramite un punteggio ma a volte capita che i risultati non sono sempre coerenti. Nell’indagine della Gabanelli è emerso che il 45% era risultato essere “congruo e coerente” nella dichiarazione del 2018 e “insufficiente” in quella del 2019. Considerando che  i coefficienti dell’ISA non si possono modificare può capitare di dover pagare più tasse del dovuto. Tutto ciò in quanto l’algoritmo che sta alla base degli Isa sarebbe stato programmato male e “ha generato un incasso, secondo il Ministero dell’Economia, superiore ai 2,1 miliardi attesi”.

Gli esempi

Come fa notare la Gabanelli nell’inchiesta Dataroom, sembra che l’errore sia presente per il 50% dei contribuenti e addirittura alcuni professionisti e imprese, che risultano essere in perdita, si sono ritrovate con il punteggio di 9 mentre una società che magari ha fatturato meno perché ha un immobile sfitto si è trovata con il punteggio basso. Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore ha dichiarato a tal proposito che «Ci sarà una revisione degli Isa e si interverrà sulla modifica degli indici». Qui il link all’inchiesta completa.