“Cartelle pazze, cittadini costretti all’autotutela”

Ambiente & Territorio

CRISPIANO -Servono i soldi, questo i cittadini lo hanno capito, ma non si può pretendere che i cittadini onesti, sempre pronti a fare il proprio dovere devono essere maltrattati e persino obbligati a rivolgersi ai legali per dimostrare di aver ottemperato agli obblighi di contribuente. Tante volte é stata sollecitata maggiore attenzione e persino rispetto per i  cittadini.  Le verifiche vanno fatte dagli uffici preposti, senza pretendere che l’unico modo per dimostrare l’avvenuto pagamento sia quello di conservare la ricevuta anche per dieci anni. Siamo nell’era della informatizzazione dei servizi, non è più necessario sfogliare faldoni impolverati, pur sempre validi, per fare gli accertamenti. Almeno in questi casi mi auguro non ci si giustifichi con la carenza di fondi o debiti pregressi. Bene ha fatto quindi il Sindacato Pensionati Italiani (SPI-CGIL di Crispiano) a sollevare il problema in presenza  di “CARTELLE PAZZE” notificate, tra l’indifferenza dell’Amministrazione comunale, dalla So.g.e.t. S.p.A., riguardanti accertamenti Tarsu, e non solo, per i quali “i cittadini sono costretti all’autotutela. Quanti sono gli avvisi e le ingiunzioni – scrive il Sindacato Pensionati – che i crispianesi hanno ricevuto in merito al mancato pagamento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu)? La società So.g.e.t. S.p.A., ex concessionaria della riscossione per conto del Comune di Crispiano, ha recapitato svariate lettere ai cittadini di Crispiano, che ora si vedono costretti a produrre in autotutela richieste di annullamento per evidenti errori nelle cartelle di accertamento”.

“In molti casi – prosegue il comunicato – si tratta di persone che hanno già pagato il tributo o addirittura i termini di prescrizione per la richiesta di riscossione sono decorsi da  dieci anni o più. Il Comune di Crispiano ha contezza di quante lettere sono arrivate da parte della So.g.e.t.?  E a che titolo,  visto che non è più concessionaria della riscossione dei tributi? Sembra, quella operata dalla società concessionaria, una pesca a strascico, totalmente priva di senso e che il Comune sembra ignorare”.

“Purtroppo – aggiunge  il comunicato – si può amaramente constatare che a farne le spese sono i cittadini ai quali sembra che non venga lasciata scelta tra la richiesta illegittima di un pagamento e adire le vie legali. Perché il Comune di Crispiano non pone un freno a quello che si possono facilmente definire “cartelle pazze”, assumendosi la responsabilità di verificare direttamente le eventuali posizioni debitorie dei cittadini che si sono visti recapitare indiscriminatamente questi accertamenti tributari?”.

Ora si spera che ci sia più che una risposta, un provvedimento risolutivo, che certamente i cittadini si aspettano dall’Amministrazione Comunale, sicuramente vogliosa  di andare in fondo a questa vicenda che sta creando non pochi disagi ai crispianesi.

Sarebbe un bel “regalo” in omaggio al centenario dell’autonomia comunale, che si sta celebrando.

Lo sportello del cittadino, il difensore civico, cittadinanza attiva, sono organismi purtroppo ancora in embrione, che non riescono a crescere nella nostra civile comunità.

Michele Annese