Incontro sulla variante per la Statale 16

Presso il castello angioino di Mola di Bari si è tenuto un confronto a più voci sulla Variante della Statale 16 a cura dell’associazione FUtuRA

Diritti & Lavoro

Ieri sera (venerdì 8 novembre), nella cornice del castello Angioino di Mola di Bari,  si è tenuto l’evento “Variante Statale 16: Prospettive di sviluppo territoriale” promosso dall’associazione politico culturale FUtuRA intorno alle 18.30.

L’introduzione è toccata all’ing. Antonio Tricase che, dopo aver presentato gli ospiti e il tenore degli interventi, ha dato lettura di un documento prodotto dalla stessa associazione utile ad introdurre il tema.

Il compito di aprire gli interventi è toccato al sindaco Giuseppe Colonna. Il primo cittadino molese ha ricordato alla platea la necessità di dare giusta visibilità ad un progetto inserito in una strategia di livello nazionale su viabilità e responsabilità. Ha successivamente ricordato la posizione assolutamente unanime della terza commissione permanente nella bocciatura della mozione A, ossia quella che prevede l’allargamento dell’attuale sede a tre corsie, a differenza delle opzioni B e C, che prevedono una bretella alternativa. «C’è un interesse condiviso di tutte le parti in causa a che venga garantita la tutela territoriale e vi dico che le proposte emerse sono state  inviate a regione e ministero.» ha rassicurato il sindaco.

A seguire, l’ingegnere Francesca Pace, in rappresentanza di ANAS, ha illustrato alcuni tratti salienti della progettazione, partendo dalla realizzazione del PRT (Piano Regionale Trasporti) 2015/2019, che prevede come obiettivo centrale quello di deviare il traffico fuori dai centri urbani. «Questo progetto è stato approvato e finanziato dal CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica, n.d.r.) 54/2016 per un importo complessivo di € 250.000.000 a scadenza nel 2021». Grazie all’ausilio di alcune slides ha illustrato gli impatti sul territorio caso per caso.

La soluzione che riesce a tenere insieme tutte le esigenze, soprattutto quella legata alla riduzione del consumo di suolo, è la C, che prevede una bretella a sei corsie che si dirama dalla statale 100, all’altezza dello svincolo Mungivacca-San Pasquale, attraverso Triggiano e Noicattaro, per poi ricongiungersi al tracciato della SS 16 all’altezza di Mola. «Anche il MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti, n.d.r.) la ritiene l’alternativa migliore possibile, soprattutto perché realizza l’intenzione fondante di cui parlavamo prima: l’allontanamento del traffico veicolare dai centri urbani.», ha concluso l’ingegner Pace.

L’intervento successivo è stato curato dalla professoressa Barbanente, già assessore all’Urbanistica della regione Puglia, ordinaria di “Pianificazione Territoriale” al Politecnico di Bari nonché padrona di casa, date le sue radici molesi, e responsabile scientifica nella redazione del nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale, n.d.r.) del comune di Mola.

Riportiamo di seguito il suo intervento:

«Sono qui per ascoltare perché esistono i margini per intervenire. Devo tuttavia ricordare che esistono delle “scale” di pianificazione: dal regionale si scende al metropolitano e poi al locale. La prospettiva deve essere quella di andare verso un piano di progettazione intercomunale». Per risolvere questa situazione la ricetta della Barbanente è quella di stabilire una connessione con la scala locale, lavorando anche sulle ricadute territoriali in una cucitura d’insieme che preveda sistemi alternativi: «penso alla mobilità lenta, alla sosta a tempo, a forme potenziate di trasporto pubblico».

Tornando su un tema che ha accompagnato la platea per tutta la sera, l’ex assessora regionale ha spiegato la definizione di consumo di suolo. «. Occorre anche sgombrare il campo da slogan: bisogna parlare di consumo solo quando c’è un uso improvvido in assenza di reale necessità».

Come suggerito dalla stessa docente, l’unica strada da percorrere per ottenere i migliori risultati possibili è operare «un lavoro di connessione tra le diverse scale di progettazione territoriale».

Lo storico locale Pino Berlingerio, con delle slides, ha fatto conoscere al pubblico la situazione passata e presente di alcune delle strade già esistenti a Mola sin dal Medioevo, passandone in rassegna peculiarità e fragilità e suggerendo, al contempo, le soluzioni possibili per preservare il nostro territorio.

Il quinto intervento è toccato a Nicola Bellantuono, ricercatore della facoltà di ingegneria economico-gestionale del Politecnico di Bari, che ha cercato di analizzare gli aspetti legati alla sostenibilità del progetto da declinarsi verso tre direttrici: non solo quella ambientale, ma anche quella economica e sociale. L’ingegner Bellantuono ha parlato di «somma di flussi», ossia l’esame specifico delle singole esigenze, «magari potenziando la rete di trasporto alternativo (bus, ferrovie, etc…) in modo da avere ricadute positive anche sul traffico veicolare» riportando tutto a sintesi.

L’ultimo ad intervenire è stato Alessandro Bellantuono, presidente dell’associazione GAMM (Gruppo Architetti Metropolitani Molesi, n.d.r.) che ha dato lettura di un documento scritto dalla stessa. Il tratto saliente del testo, rivolto principalmente al sindaco, chiede l’adozione di un percorso partecipato fatto di due fasi. Una prima fase di studio tecnico con esperti dei singoli settori interessati dalla progettazione. La seconda fase, invece, prevederebbe la convocazione di un’assemblea cittadina nella quale si venga informati delle risultanze tecniche della prima fase. L’architetto Bellantuono ha colto l’occasione della presenza della professoressa Barbanente per sottolineare l’importanza del confronto con lei e con quanti stiano curando la redazione di questo importante strumento urbanistico per innestare il progetto in un quadro unitario di progettazione.

Conclusi gli interventi, è toccato ai relatori offrire la loro replica.

La prima a parlare è stata l’ingegnere Pace che, menzionando il programma regionale 2014/2020 previsto per la Puglia, ha tranquillizzato tutti ricordando che «la stragrande maggioranza degli interventi previsti non è legata ad interventi su gomma, ma su ferro (citando, a tal proposito, diversi esempi). Questo, però, richiede chiaramente tempi lunghi».

La professoressa Barbanente ci ha tenuto solo ad aggiungere che il supporto è garantito, purché venga tenuta ben presente l’avvertenza «che esistono delle esigenze contrastanti che vanno contemperate tra loro, non sovrastate.» citando il caso della pessima situazione di trasporti presente nel Salento.

Il sindaco Colonna, pur condividendo la necessaria attenzione da porre alle conseguenze sul territorio causate dalla variante, ha rinnovato l’avviso per tutti che «la variante è l’unica soluzione e che la cittadinanza deve esprimersi sulla volontà o meno della stessa, senza ulteriori possibilità».

Prima di cedere la parola all’assessore regionale ad Urbanistica e Trasporti, Giovanni Giannini, è intervenuto Antonio Tricase per esplicitare a tutti la proposta di FUtuRA: «La nostra soluzione è quella di favorire il collegamento con Mola privilegiando il tracciato più distante dalla costa, pur salvaguardando tutti gli elementi di pregio».

L’intervento conclusivo di Giannini ha sollevato vivaci polemiche e dibattito con due esponenti del pubblico. Nonostante il clima acceso l’assessore ha fatto delle dichiarazioni ad ampio spettro molto interessanti.

Ha garantito che, pur tenendo presenti tutte le esigenze dei singoli territori, l’infrastruttura va fatta perché serve a tutti dato il suo interesse pubblico. «La statale 16 è la strada a più alta densità d’Italia, nonché una di quelle col maggior tasso di incidentalità in Puglia, con la 275, Maglie-Leuca. Alla luce di ciò, vi dico che la strada si farà!». Ha altresì sottolineato l’importanza da dare alla fase della decisione, purché questa non si prolunghi al punto da compromettere il finanziamento andando oltre il 31/12/2021 (termine ultimo per l’avvio dell’area di cantiere, n.d.r.). Ha poi aggiunto di avere chiesto al MIT) «di fare da mediatore siccome i comuni coinvolti non hanno offerto una risposta unanime. A questo proposito, in questa sede, voglio rassicurare: tutti i comuni saranno parte attiva nella progettazione su indirizzo stesso di Anas». Ha poi elencato tutti i necessari investimenti importanti in via di realizzazione posti in essere dalla giunta regionale sul trasporto ferroviario, «abbiamo ereditato una situazione disastrosa», non solo su ferro, ma anche su gomma, «e abbiamo cambiato i 2/3 della flotta di bus, oltre ai nuovi treni che sono stati comprati».

«Vi lascio con una promessa: non permetterò a nessuno di perdere questi € 250.000.000 vitali per lo sviluppo della Puglia tutta!».

Questa la chiosa finale, al termine della quale l’assemblea si è sciolta intorno alle ore 21.00.

Ci sembra che l’evento sia riuscito a spiegare a tutti lacune e vantaggi di ogni singola proposta, analizzando nel dettaglio gli impatti che avrebbe un’alternativa piuttosto che un’altra. Ora non resta che attendere la fase successiva, dopo la quale sapremo meglio verso quale soluzione si starà andando, se verso l’allargamento in sede dell’attuale tracciato (opzione A), apparentemente la più complessa come esecuzione, o verso la realizzazione di una bretella (opzioni B e C). Vi terremo informati.

Vito Longo.