Fred Bongusto, non uno scanzonettaro qualsiasi

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Fred Bongusto, cantante di Campobasso, città molisana arida di personaggi di una certa rilevanza, è stato un simbolo della canzone confidenziale, un artista prestato al romanticismo musicale amante di Frank Sinatra, di Louis Armostrong e di Nat King Cole, già consigliere comunale del comune di Bari sul finire degli anni 80, inizio 90, nell’area PSI craxiano-formichiano quando Bari era “da bere”, a parziale contraddizione del suo mood musicale, è stato un compositore raffinato e un cantante originale dotato di swing, non solo, dunque, riconducibile alle rotonde sul mare. Nel panorama del pop italiano emergeva il suo piglio per il jazz. Considerata la sua originalità canora, lo si potrebbe accostare a Bruno Martino anche se non ha scritto uno standard internazionale a livello di estate. E’ stato un grande appassionato di “bossa nova” e della musica brasiliana tanto che ha collaborato con Vinicius De Moraes e Toquinho ma anche con Joao Gilberto, insomma non uno scanzonettaro qualsiasi. Cresciuto nei Night Club la sua è stata una carriera “discreta”, mai invadente o azzerbinata ai media. Strepitosa la sigla finale con Minnie Minoprio. Gli spaghetti, il pollo, l’insalatina e la tazzina di caffè di Ditroit non avranno più lo stesso gusto da oggi.