Ubaldo Pagano e Massimo Moretti del Pd in merito all’ILVA

Cronaca

Riteniamo assolutamente inaccettabile la posizione tenuta in questi giorni da Arcelor Mittal, che accusa la Amministrazione Straordinaria di ILVA S.p.A. (e quindi lo Stato italiano) per nascondere le proprie responsabilità, le proprie mancanze, le prese in giro di questi mesi nei confronti di Taranto e dei tarantini.

Altrettanto inaccettabile è il modus operandi adottato, con la promozione di un giudizio dinanzi al Tribunale Civile di Milano  quando la verità è che è proprio Arcelor Mittal ad essere venuta meno agli impegni presi: dalle garanzie occupazionali agli interventi di ambientalizzazione, di cui poco o nulla si sa dopo un anno di arbitraria gestione.

Ancor più intollerabili sono le condizioni assolutamente provocatorie per tornare in sella: modifica del piano ambientale, ridimensionamento produttivo, 5mila licenziamenti.

Tutto in sfregio allo Stato italiano, alla salute di Taranto e alla dignità dei lavoratori. Un’offesa senza precedenti per la rispettabilità di questa Repubblica.

Se tutto ciò non bastasse, ci si mettono anche i sovranisti nostrani a giocherellare con un problema grave e complesso come quello dell’Ex- ILVA.

Qui si discute da tempo di soluzioni concrete per dare a Taranto un’industria produttiva ma sostenibile sotto il profilo ambientale e sanitario e loro invece – pur di racimolare qualche voto in più – strumentalizzano la vicenda per mero tornaconto elettorale,  dimenticando la salute e il lavoro delle persone.

Da una parte si dicono favorevoli “PRIMA GLI ITALIANI” e poi, nei fatti, si inginocchiano agli interessi di una multinazionale straniera, difendendola nella vertenza da questa attivata contro le istituzioni italiane e ledendo la dignità dei lavoratori ILVA, traditi dalle promesse fatte.

Nel frattempo si scopre che, da ciò che risulta da un’indagine dell’Espresso, la LEGA NORD avrebbe investito 300mila euro in Bond corporate di Arcelor Mittal.

Notizia, questa, che Matteo Salvini non ha smentito.

Per venire alle questioni serie, per Taranto e la fabbrica bisogna trovare una soluzione definitiva e reale, che salvaguardi la SALUTE, prima di tutto, e quindi Ambiente e Lavoro.

L’unica risposta possibile è quella della decarbonizzazione, attraverso un percorso che, grazie alla VIIAS, consenta di capire quanto e con quali modalità si può produrre senza creare rischio alla salute di cittadini e lavoratori.

Perché l’ILVA non è solo l’1,5% del PIL. ILVA è purtroppo anche motivo di sofferenza e di morte per tante persone di Taranto, sia cittadini che lavoratori.

L’unico modo per tenere insieme le due esigenze – quella della salute e quella della produzione – non può che essere la predisposizione di un serio piano di decarbonizzazione degli impianti produttivi.

Cominciamo a dare concretezza a questa prospettiva: lo chiediamo al Governo, lo chiediamo al PD e a tutti i partiti di maggioranza – organizziamo al più presto a Taranto una Conferenza Nazionale sulla decarbonizzazione, invitando soggetti istituzionali, gli enti locali, le parti sociali e gli esperti di piano industriali e finanziari. Valutiamo i costi e il tempo necessario, gli stakeholders interessati e i fondi da attrarre.

Per Taranto è necessario fare qualcosa. Farlo presto e farlo bene.

Dobbiamo darci una mossa. Rimettere Taranto, ma soprattutto i Tarantini al centro dell’azione di questo governo.

On. Ubaldo Pagano

Avv. Massimo Moretti