Giù il “bubbone” di Modugno: che non sia una nuova “Punta Perotti”

Diritti & Lavoro

Modugno. Tempo di campagna elettorale.
In questi giorni è tornata alla ribalta la questione del “Bubbone” del quartiere Santa Cecilia, di quello scheletro di palazzo che la ditta aggiudicatrice sta provvedendo a demolire.
La storia dell’edificio si perde negli ultimi cinquant’anni tra condoni e documenti smarriti dal comune, variazioni e dinieghi ma, soprattutto, tra denunce per abusivismo e assoluzioni.
25 sindaci e 7 commissari hanno preceduto il sindaco Magrone che è riuscito nell’ardua impresa: demolire.
Tutti felici, tutti esultano, tutti con gli occhi al cielo per vedere il “mostro” che si sgretola sotto i colpi delle ruspe.
Era l’aprile 2006 quando una folla esultante si radunava ai piedi di Punta Perotti. Dinamite, polvere e applausi.
Sei anni dopo, però, la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò lo Stato italiano a pagare 49 milioni di risarcimento ai costruttori.
Il caso non è lo stesso, sia ben chiaro, tuttavia parte della stessa politica modugnese (il PD e la minoranza del consiglio comunale) si è astenuta, sollecitando prudenza nei confronti di una vicenda giudiziaria che non ha ancora condotto a una sentenza passata in giudicato a riguardo della liceità della costruzione.
Sicché vien da chiedersi: il parco della legalità che sostituirà il “Bubbone” sarà benedetto e goduto dai cittadini o causa di un risarcimento dall’importo imprevedibile?

Ai posteri l’ardua sentenza.
PH: Modugno Piazza del Sedile
Di WikiGian – photo, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2496631