Federica Angeli, una giornalista contro la mafia

Cronaca

di F. Moretti

La cronista di Repubblica ha sacrificato la libertà per combattere in prima linea la criminalità organizzata

Federica Angeli, giornalista di Repubblica dal 1998, da tempo è nel mirino delle cosche mafiose ostiensi. La donna vive sotto scorta dal 2013.  Federica è nata a Roma, il 20 ottobre del 1975, laurea in Sociologia presso l’università degli Studi di Roma “La Sapienza”, da subito si è fatta apprezzare per la sua audacia nel trattare temi scottanti. La passione per la professione giornalistica l’ha portata ad occuparsi di cronaca nera e giudiziaria. Federica Angeli è nota per le sue inchieste sulla mafia romana, donna e professionista che ha avuto il coraggio di denunciare a viso scoperto i boss dei clan che invadono la bella Ostia. Nel 2016 il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

È proprio una delle sue inchieste che ha portato al centro dell’attenzione i legami esistenti tra gli ambienti della criminalità organizzata lidense e la pubblica amministrazione. Il lavoro di giornalismo investigativo svolto dalla cronista ha permesso l’arresto di diversi esponenti appartenenti ai clan che infestavano la città. Federica Angeli vive sotto scorta da ben sei anni, dal 2013, quando sono iniziate le minacce di morte. Ha sacrificato la sua libertà per denunciare un cancro insidioso, molte le rinunce per amore della verità. Essere in un programma di protezione per aver svolto il proprio dovere non è edificante, non si può fare un passo se prima tutto non è stato controllato e bonificato. Non si è liberi per aver agito nella legalità e per amore della legalità, non è per niente giusto, eppure Federica Angeli non si è mai arresa, ha continuato a denunciare, fino ad arrivare nel 2018 a testimoniare come parte offesa nel processo ad Armando Spada considerato da tempo il boss della nota organizzazione mafiosa ostiense. Federica non si è piegata nemmeno quando presso la redazione de Il Fatto Quotidiano è arrivata una busta indirizzata a lei e con all’interno un proiettile, un ennesima minaccia di morte! Sa bene che è presa di mira dalla malavita ma inflessibile continua a svolgere la sua professione in nome della verità. Sono vicina a questa donna straordinaria e alla sua famiglia, sostengo il suo immenso coraggio nella lotta contro tutte le mafie.

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