Arcelor Mittal ha svelato il suo vero volto

Ambiente & Turismo

Saranno sorprese le anime candide che avevano davvero creduto che la multinazionale franco-indiana sarebbe stata la panacea per i mali dell’ex Ilva. Lo sarà un po’ meno chi, come la nostra associazione e le tante altre che si battono per i diritti dei tarantini, ha sempre creduto che nei programmi dei nuovi titolari dell’azienda metallurgica ci fosse soltanto l’ennesimo ricatto occupazionale da sbattere in faccia alla classe politica ed a quella sindacale (che non hanno perso tempo, peraltro, nell’implorare la clemenza del padrone!).

Eppure, la strategia di Arcelor Mittal e, ancor più, le ragioni poste a fondamento del recesso dall’affitto dello stabilimento siderurgico, dovrebbero suonare come l’ennesimo e forse più fragoroso schiaffo ai diritti fondamentali dei lavoratori dello stabilimento e dei cittadini di Taranto: individuare nell’abrogazione dell’“immunità penale” la ‘responsabilità’ della rottura dell’accordo – siglato solo un anno fa – o nell’azione della magistratura (rea, addirittura, di… aver applicato la legge, sequestrando impianti insicuri come l’Afo2 o le gru del molo ex Ilva, che hanno provocato la morte di due giovani lavoratori) è offesa alle nostre intelligenze prim’ancora che alla nostra dignità.

Il comportamento di Arcelor Mittal è la conferma che nessuno – come le Acli provinciali di Taranto sostengono da sempre – oggi, è in grado di garantire contemporaneamente l’ambientalizzazione della fabbrica ed il mantenimento dei livelli occupazionali.

La spallata della multinazionale franco-indiana fa certamente parte di un disegno che permetterà loro di diminuire ancora di più la forza lavoro e di ricevere deroghe e ulteriori proroghe ai piani di risanamento ambientale.

Quando questa ennesima farsa sarà completata, non abbiamo dubbi che sindacati e forze politiche rivendicheranno, ancora una volta, il merito di aver salvato l’economia tarantina ed il maggior numero possibile di posti di lavoro, chiudendo ancora una volta gli occhi sul dramma sanitario che affligge la popolazione.

Insomma intorteranno l’accettazione di tutte le condizioni poste da Arcelor Mittal come “il miglior accordo possibile, nelle peggiori condizioni possibili”. Ancora una volta!

Si tratta di un film già visto in cui le vite dei lavoratori e dei cittadini di Taranto sono solo delle fiches da gettare sul tavolo verde di una macabra partita a poker. Con le carte truccate.

Le Acli di Taranto credono che nessuna attività o interesse economico possa essere anteposto alla tutela del diritto alla salute ed alla vita dei lavoratori e dei cittadini di Taranto. È giunto, improcrastinabile, il momento di imporre un’agenda politica che abbia come obiettivo la riconversione radicale dell’economia della città, sulla scia delle esperienze già sperimentate con successo in altre parti del mondo.