Maria Stella Marino,una eccellenza della Città di Crotone

Diritti & Lavoro

Dare risalto alle peculiarità dei territori è una missione che accomuna tutti; fra le tante da mettere in risalto c’è l’arte. Crotone ha tantissime cose belle che la rendono davvero una perla unica. Se ne vuole dare un accenno, parlando di arte. Siamo in compagnia di Maria Stella Marino, in arte Rirì, artista crotonese che nasce nella Città di Pitagora il 18 giugno del 1964, sotto un’ottima stella: quella del talento.

Rirì, come nasce questa passione?

Si tratta di una passione che ho ereditato da mio padre che fra le tante cose che amava, vi era appunto l’arte e il disegno e da piccola lo ammiravo. Non ho frequentato le belle arti e sono stata discontinua. Disegnavo profili di donne e talvolta i personaggi Disney. Dunque, si può notare come la figura della donna fosse presente già da piccola. Ho accantonato questa passione per motivi personali e professionali, ma è tornata a farsi sentire prepotentemente nel 2014 senza un perché: avevo un album con fogli in A4 e ho disegnato dei volti di donna in bianco e nero e da lì, fino a oggi ho continuato per poi far nascere “Le Donne di Rirì”.

Come nasce Rirì?

Rirì nasce da, anche secondo quanto ho notato dai vari diari degli anni ’80, dalla voglia di divenire una stilista o di disegnare dei fumetti per via della mia grande passione e attitudine di utilizzare la matita mentre disegno, preferendola di gran lunga agli atri metodi. Rirì è l’unione della sillaba “RI” del nome “MARIA” e della sillaba “RI” del cognome “MARINO”. Il tutto accentato sull’ultima vocale, dando un tono francese in quanto amo questa lingua alla follia.

Per la serie, nomen omen. Cosa hanno di caratteristico le donne di Rirì?

Le donne di Rirì non sono altro che Maria Stella che esprime se stessa sul foglio; i suoi stati d’animo, sono pezzi della mia anima. Ogni donna ha una sua espressione ed esprime ciò che io avverto e sento in quel momento.

Legami, sentimenti e stati d’animo. Quale emozione è predominante nelle Donne?

La malinconia.

Perché?

Prendo spunto da un assunto della grande Oriana Fallaci che sosteneva come la malinconia sia il profumo della vita. Non può non esserci nella vita di ognuno. Si tratta di un sentimento positivo dal quale scaturiscono cose belle. Un visitatore di una mia mostra personale si soffermò a guardare una mia donna, una geisha, molto malinconica rispetto alle altre e mi riferisce come la malinconia sia un sentimento da cui tutti rifuggono, ma in realtà va coltivato perché da essa fuoriescono le cose belle della vita che diventano poi arte.

Osservazioni molto profonde. Rirì fa eventi, mostre o altro?

Rirì ha iniziato con una mostra personale nel marzo del 2016 nel foyer del Teatro Apollo di Crotone, poi vi fu una seconda mostra personale presso il Salone dell’Incannicciata all’interno di Santa Severina (inserito nella lista dei dieci borghi più belli d’Italia, ndr) e da lì a breve vi fu un’esposizione nel Relais Chateaux del Castello di Caccuri (altro borgo in Provincia di Crotone, ndr). Nel 2017 vi è stata l’esposizione all’interno del Castello Carlo V di Crotone nell’ambito del calendario della rassegna estiva “Meeting del Mare” e la partecipazione alla settimana della cultura castellese svoltasi nello stesso anno a Le Castella, organizzata dall’Associazione culturale Leonardo Da Vinci, esponendo anche lì le donne (ma questi sono solamente alcuni del corposo elenco di eventi di Rirì; vengono citati i più importanti e rilevanti, ndr). Quindi location sempre molto importanti. Ora è un periodo di fermo, ma non nella produzione, bensì negli eventi, l’ultimo in ordine di tempo è stato l’8 Marzo scorso sempre nel Castello di Santa Severina, precisamente nelle scuderie, per celebrare la festività della donna. Adesso è un periodo di fermo in quanto sto preferendo dare priorità al lavoro e alla famiglia. Senza quest’ultima non sarei nemmeno Rirì. Non ho mai voluto fare eventi tanto per farne e non amo molto le mostre collettive e le estemporanee in quanto dipingo di notte, nella massima intimità possibile. Amo fare eventi assieme alle altre forme di arte come la danza, la musica, etc. Non amo le collettive non perché mi sento e mi reputo una diva o per egoismo, ma perché gli eventi devono creare una sinfonia, non rumore. E le collettive, se organizzate male, rischiano proprio questo: di essere tante “voci” senza una distinzione.

Come vede il panorama artistico crotonese?

Crotone ha tante forme di arte espresse alla perfezione da cantanti, poeti, scrittori, atleti, etc, ma credo che il disegno sia meno seguito rispetto alle altre forme espressive e credo anche che sia un panorama artistico molto variegato in quanto molti artisti hanno le proprie attitudini e un proprio stile.

Come vede Rirì in futuro?

Se Dio vorrà (Maria Stella è molto credente, ndr) continuerò su questa strada e ciò che dovrà accadere, accadrà. Al momento giusto ogni cosa arriva e si manifesta come tale.

Ci congediamo da Rirì con la consapevolezza di aver interloquito con una grande artista, non solo nell’aspetto prettamente del  talento, ma anche sotto l’aspetto altamente umano in quanto si tratta di una donna che entra molto in empatia con le sta accanto in quel momento, grande dote. Buon vento.

 

Mario Franzin