Se si vuole si puo’

Cronaca

Nell’autunno del 1959, era pubblicato, cartaceo, il primo numero del mensile d’Emigrazione “Futuribile”. Periodico che nasceva per far conoscere i problemi della nostra Emigrazione che, a quel tempo, non era tutelata da leggi specifiche. Pur se parecchi italiani decidevano d’andare in Paesi d’Europa senza sicurezza di trovare lavoro.

Molti erano artigiani, contadini e, non di rado, con famiglia al seguito. L’informazione, già allora, aveva un costo. Una tipografia “amica” stampava duecento copie del mensile. Noi facevamo fotocopie e, dove era possibile, le inviavamo per posta ordinaria o via fax. L’esperimento è durato per quattro anni. Poi, nel settembre del 1963, il periodico chiudeva, definitivamente, la pubblicazione.

L’idea era piaciuta, anche seguita; ma i costi non erano coperti e di pubblici contributi neppure a parlarne. Ora, alle porte del 2020, è attivo il progetto “Radici”. Nel nuovo millennio e con la tecnologia informatica a basso costo, pensiamo che il progetto possa svilupparsi forte di un’esperienza precedente. Le finalità di “Radici”, egregiamente coordinate dal suo ideatore, Uff. Dott. Antonio Peragine, non solo sono attuali, ma anche pertinenti alle esigenze di chi, italiano d’origine, vive e lavora all’estero.

Sulla nostra emigrazione, almeno quella dell’ultimo trentennio, l’esperienza non manca e neppure uomini “preparati” per trattare i motivi e le cause. Con una scaletta operativa, gestita anche da italiani residenti oltre confine, “Radici” troverà la sua efficace sistemazione tra la stampa d’emigrazione. Adesso è una questione d’impegno. La disponibilità non dovrebbe mancare. “Radici” può avere un suo ruolo con obiettivi correlati. Insomma, se si vuole, ora si può.

Giorgio Brignola