La lettera ritrovata di Galileo al presidente Mattarella

Diritti & Lavoro

Nella visita a Bergamo di giovedì 24 ottobre, in occasione degli eventi “Molte fedi sotto lo stesso cielo” e “BergamoScienza”, il Presidente Mattarella è intervenuto alle 18 all’Auditorium Giovanni XXIII del Seminario Vescovile in Città alta.
Prima dell’incontro pubblico, ha visitato alcuni centri di ricerca presso il Kilometro Rosso, dove ha incontrato il Rettore dell’Università di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini e i professori Franco Giudice e Salvatore Ricciardo, docenti di Storia della scienza nello stesso Ateneo, che hanno offerto in dono al Capo dello Stato un’edizione pregiata in copia unica della Lettera galileiana a Benedetto Castelli, da loro scoperta alla Royal Society di Londra.
La lettera, che si credeva perduta, rappresenta uno snodo nella nascita della cultura moderna: per la prima volta Galileo, nel difendere la teoria eliocentrica, rivendica la necessità di distinguere l’ambito della scienza da quello della Sacra Scrittura.
L’edizione che è stata donata al Presidente, insieme a una copia anastatica della lettera, presenta la trascrizione integrale del manoscritto originale: vi si possono vedere le correzioni apportate dallo scienziato quando fu avvertito di essere stato denunciato alle autorità ecclesiastiche.

L’avvincente racconto della scoperta della lettera all’allievo Benedetto Castelli su cui si basa la condanna del copernicanesimo da parte della Chiesa è arrivato al grande pubblico anche in un volumetto dal titolo “Galileo ritrovato.

La lettera a Castelli del 21 dicembre 1613” – scritto da Michele Camerota, Franco Giudice e Salvatore Ricciardo, è in libreria con i tipi della Morcelliana, e nei giorni scorsi ha suscitato grande interesse alla Buchmesse di Francoforte.