Moscopoli: dopo lunedì serve chiarezza

Diritti & Lavoro

Un’inchiesta che continua a far discutere quella di Report sul presunto finanziamento russo alla Lega di Matteo Salvini.  Dopo la puntata di lunedì sera, molti esponenti di varie forze politiche hanno sostenuto la necessità di fare chiarezza sulla vicenda che,  possiamo tranquillamente dirlo,  ha contorni tutt’altro che chiari. “Ignorarla sarà difficile”,  dice l’ex premier Paolo Gentiloni, “notizie inquietanti per la tenuta della nostra democrazia.  Chi deve indagare Inzaghi su quanto è successo”,  le parole invece di Nicola Zingaretti, segretario Pd.

L’inchiesta ha causato anche una spaccatura all’interno del consiglio di amministrazione Rai. I consiglieri Igor De Biasi (Lega) e Gianpaolo Rossi (FdI) accusano Report di aver violato le regole della par condicio per le elezioni regionali umbre di domenica. Invece, la consigliera Rita Borioni (Pd) e Riccardo Laganà (rappresentante dei dipendenti) difendono il diritto d’inchiesta previsto dell’articolo 21 della Costituzione.  Fabrizio Salini si è schierato a difesa del programma di Rai.

Sull’accusa a Report però  Michele Anzaldi (Iv)  ha pubblicato su Twitter la tabella dell’Agcom in cui si nota come Salvini sia al momento il soggetto politico che è stato più ospite nei programmi televisioni del terzo canale Rai (5,75% con quasi un’ora e mezza di parola). Considerando che il secondo è Roberto Gualtieri con circa 50 minuti, si può evincere che la polemica sollevata, come ha commentato Anzaldi, “sia un clamoroso autogol”.

Intanto Italia viva ha presentato in Senato un’interrogazione urgente ai ministri di Giustizia,  dell’Interno e degli Affari Esteri sul dossier Moscopoli.  Si chiede se: ” i ministri in indirizzo non intendano approfondire, sulla base delle rispettive attribuzioni, i reali rapporti tra Gianluca Savoini e Matteo Salvini e per quale motivo dal 2013 a oggi si siano recati numerose volte a Mosca per incontrare Kostantin Malofeev“, si legge nel testo del documento.

Di Sara Carullo