Il Bari, ancora imbattuto, impatta ad Avellino

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Era una partita dal coefficiente difficile, il primo vero test dopo quello contro il Picerno nonostante lo striminzito risultato con cui il Bari ha vinto e che avrebbe potuto lasciare dubbi sulla resa del Bari, insomma la prima vera trasferta targata Vivarini al di fuori dalle mura amiche, Puglia inclusa. Sarà che l’Avellino era relegato neo bassifondi della classifica ma era pur sempre l’Avellino, una squadra, sì, in difficoltà tecnico-societario, ma di tutto rispetto oltre che notoria bestia nera. E si sa quanto queste squadre riescono a mettere in campo una forza inverosimile, sia per esorcizzare il momento difficile, sia perché c’è il Bari da affrontare, una squadra, quella pugliese, con la quale le avversarie, diciamo, modeste si impegnano al 110 % sopperendo alla tecnica col cuore.

Vivarini non cambia modulo, tenuto conto anche dei tre incontri ravvicinati in sette giorni, varia i soli Kupisz al posto di Berra, Awua al posto di Hamlili, Schiavone in luogo di Scavone e Neglia in quello di Ferrari che sarebbe stato il più deputato a prendere il posto di Antenucci, per il resto solita formazione.

Che ci fosse un’evoluzione tattica non c’era dubbio, tanto che è parso a tutti gli addetti ai lavori che il non buon avvio di campionato fosse solo un brutto ricordo nonostante il pareggio di oggi. Diciamo che è mancata l’intensità e l’aggressività senza dimenticare che la difesa ha ballato non poco differentemente dalle ultime prestazioni fin qui intraviste. Forse le assenze di Hamlili e di Antenucci si son fatte sentire anche se Simeri, da solo, è andato oltre le aspettative.

La gara di oggi pareva, alla vigilia, dovesse essere la solita battaglia contro l’incubo ciclico irpino che, di tanto in tanto, si imbatte col Bari. Tra l’altro la squadra bianco verde ha pure cambiato l’allenatore in settimana e – si sa – la casistica vuole quasi sempre vincente la squadra nuova di panchina, ed invece il Bari è stato più forte della cabala, pur senza vincere, un altro segnale che la musica, nel Bari, è cambiata a prescindere da Vivarini, parliamo in generale. Tante volte, sin dallo scorso anno fino adesso, qualche gara come queste, il Bari l’avrebbe perduta, ed invece non le ha perse evitando di risolvere le crisi avversarie cui il Bari era maestro fino a qualche anno fa.

Non è stato un Bari brillante nei due tempi, poco graffiante, l’Avellino è parso con più gamba. Il centrocampo con Bianco ed Awua ha fatto fatica a reggere il gioco lasciando campo agli irpini. Il primo tempo è sostanzialmente equilibrato con il Bari che nei primi dieci minuti fa la partita risultando confortante nel gioco ma poi subisce le ripartenze avellinesi, fino a riprenderne le redini ma senza infierire più di tanto, solo tanti passaggi e passaggini ravvicinati privi di pericolosità. Al 1’ gran sinistro di Neglia su assist di Simeri la cui conclusione di sinistro si spegne sui pugni del portiere irpino, poi un’altra palla buona per Costa servito in diagonale da un compagno, termina tra le braccia del portiere ch esce in tuffo, e dopo il confortante avvio biancorosso, l’errore di Di Cesare che non riesce ad avere la meglio sul centravanti avellinese, Frattali, poi, ci mette del suo facendosi passare l’innocuo pallone in mezzo alle gambe e Charpentier porta in vantaggio l’Avellino all’8’. E’ un brutto colpo per il Bari che d’ora innanzi è costretto a fare la partita contro un Avellino determinatissimo, ma c’è tempo per recuperare, le basi non gli mancano, dunque si attende una giusta reazione.

Il Bari lavora poco di squadra, lo fa egoisticamente, prova a reagire, qualche conclusione senza pretese, ma sembra che gli manchi il coraggio di osare ed il più delle volte risulta poco incisivo e prevedibile.

Nel secondo tempo Entra Berra al posto di Kupisz. E’ solo il 1’ di gioco ed è subito pareggio con Simeri con un gol fotocopia di quello dell’Avellino, chiuso il triangolo con Neglia che ha messo la palla dentro per l’attaccante bravo ad attaccare lo spazio.

Di Paolantonio su punizione costringe ad un grande intervento di Frattali che devia in corner.

Vivarini fa entrare Terrani al posto di Awua per alzare il baricentro in avanti e anche perché il centrocampista sembrava essere a corto di fiato. E poi ancor Simeri sugli sviluppi di un calcio di punizione al 17’ segna il gol del vantaggio.

E’ il turno di Folorunsho (molte le difficoltà per lui nel lasso di tempo giocato) per Costa, Vivarini vuole irrobustire il centrocampo ed anche Corsinelli per Schiavone.

Ed improvvisamente il gol del pareggio di Illanes su una palombella “domenicale” scaturente da una punizione, che ha ingannato Frattali, non nella sua migliore partita oggi dopo l’errore sul primo gol.

E’ importante che il Bari riprenda le redini della gara anche perché i risultati delle concorrenti lo impongono.

Vivarini vuole vincere. E’ il turno di Ferrari al posto di Neglia. Ma il risultato in termini pratici non cambia, i momenti di batticuore non mancano, l’Avellino è sempre pericoloso anche coi calci di punizioni che scavalcano la barriera ma per fortuna c’è Frattali, e poi anche con azioni penetranti in area con la difesa che arranca pur sventando le minacce.

Simeri poteva segnare il gol del tre a due dopo uno slalom in area di rigore ma il pallone è terminato di un soffio al lato anche se l’arbitro aveva segnalato un fuorigioco.

La gara termina con un pizzico di apprensione per il Bari in quanto l’Avellino ha avuto un’altra opportunità per vincere, letteralmente murata da un difensore biancorosso.

Nonostante la prova in chiaro scuro, e le insidie, è stata data continuità nei risultati: il Bari di Vivarini è imbattuto, lui pare abbia dato la svolta opportuna diretta a puntare agli obiettivi prefissati dalla società, su questo non ci piove. Dopo Cornacchini, infatti, la squadra ha dato cenni di miglioramento partita dopo partita, sintesi di un percorso funzionale. Ed anche il pareggio di oggi, nonostante qualche perplessità, ne è stata un’altra prova, ma le perplessità fanno parte del “working in progress”. Insomma a prescindere di come andrà a finire questo trittico terribile, possiamo dire che la musica è cambiata anche se c’è molto ancora da lavorare. Col Catanzaro, ha detto Vivarini a fine gara, si aspetta un Bari diverso, più aggressivo con le migliorie studiate in allenamento.

Massimo Longo