Firenze, 19enne muore in discoteca per assunzione di droga e alcool

Diritti & Lavoro

Written by:  Monica Montanaro

Nella notte scorsa è deceduta una giovane ragazza 19enne di Livorno a causa di un malore da lei avvertito mentre trascorreva il sabato sera in una discoteca di Sovigliana, frazione di Vinci (Firenze). Purtroppo la giovane ha perso la vita incidentalmente in una circostanza di puro divertimento. La discoteca Mind Club, sita in via Togliatti, aveva riaperto proprio ieri inaugurando la nuova stagione, esordendo con un evento dedicato al Jaiss, locale per antonomasia della musica techno a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.  Intorno alle ore 4,15 del mattino è stato chiamato d’urgenza il numero di emergenza del 118 dopo che alcune persone hanno assistito inermi al malore accusato dalla ragazza. Nonostante i soccorsi siano giunti rapidi, non hanno sortito alcuno risultato. poiché non hanno rinsavito la 19enne. Saputa la terribile notizia, i genitori della ragazza livornese sono arrivati spediti sul luogo, la madre non ha retto allo choc e ha avuto un mancamento.

I carabinieri hanno posto sotto sequestro la discoteca, e stanno procedendo alle indagini coadiuvati dall’ispettorato del lavoro. Sul posto è intervenuto anche il magistrato Fabio Di Vizio interno alla Procura fiorentina. Gli uomini delle forze dell’ordine stanno interrogando gli amici della ragazza per tracciare un quadro quanto più attendibile in merito alla serata trascorsa nel locale notturno. Soltanto l’esame autoptico potrà accertare le motivazioni alla base della morte. Comunque si ipotizza che a causare il malore della 19enne sia stata un’intossicazione, generata dall’assunzione di un mix di  droghe e droghe sintetiche o cocaina e alcool. I carabinieri appartenenti al nucleo investigativo di Firenze stanno investigando nella direzione di scoprire quale soggetto avrebbe ceduto la droga incriminata alla ragazza.

 

La discoteca Mind Club non è nuova a fatti inerenti la droga. Proprio un anno fa la questura di Firenze dispose la sospensione dell’attività del locale pubblico per 15 giorni perché le forze dell’ordine avevano appurato lo spaccio di sostanze stupefacenti all’interno della struttura.