Dal 19 al 27 ottobre torna “# io leggo perche”

Cultura & Società

Libri ed Eventi da donare alle scuole di tutta Italia

di Adriana Ostuni

In una società civile, orientata alla promozione della cultura, avvicinare i giovani alla pratica della lettura per favorire lo sviluppo nella quotidianità dell’interesse per i libri è  un compito etico a cui tutti sono chiamati a rispondere, dai singoli alle istituzioni.

Sulla base di tale principio, torna dal 19 al 27 ottobre prossimo il Progetto “#Io leggo perché”, edizione 2019 : iniziativa nazionale promossa dall’Associazione Italiana Editori, in collaborazione con le scuole e le librerie gemellate di tutta Italia. Un progetto encomiabile che mira a far crescere le biblioteche scolastiche sul territorio per potenziarle e formare nuovi appassionati lettori, grazie all’energia, all’impegno e alla passione posti in campo da insegnanti, librai, studenti ed editori, e grazie al sostegno, alla generosità e al coinvolgimento di tutti.

Chiunque lo desideri, infatti, potrà recarsi, nelle giornate indicate, nelle librerie di tutta Italia, Puglia compresa,  scegliere un libro tra quelli proposti, acquistarlo e donarlo alle scuole dei quattro ordinamenti: dell’Infanzia, Primaria, Secondaria di primo o di secondo grado, statali o paritarie.

Un progetto sociale di alta valenza, una grande raccolta volta ad arricchire il patrimonio librario di ogni studente, che si ripropone con entusiasmo anche quest’anno e che in passato ha visto ben oltre 650 mila nuovi libri equamente ripartiti e donati alle biblioteche scolastiche di tutta Italia. Un grande risultato, considerati gli obiettivi a cui tende.

Perché accendere nei giovani la passione e l’amore per i libri, veicoli dal valore culturale e formativo insostituibile, significa  favorire il progresso sociale e una migliore qualità della vita. In questo senso, recarsi in libreria nelle giornate proposte, aderendo al progetto, non può che costituire una meravigliosa occasione di condivisione, mirata a cambiare in meglio la vita di qualcuno, posto che “per ogni libro donato nasce un piccolo lettore”.

https://www.adrianaostuni.it/