Chi sono i nuovi italiani e le nuove italiane?

Cultura & Società

Chi sono i nuovi italiani e le nuove italiane?

Esiste una identità italiana?

Tra interconnessioni globali, rigurgiti nazionalistici, responsabilità singolari come svelare l’inganno e far fronte al paradosso in politica, cultura, storia?

Percorsi di riflessione e di pratiche a confronto

MARTEDÌ 15 OTTOBRE ORE 17:30 – MARTINA FRANCA

c/o Associazione Artigiana di Mutuo Soccorso – Piazza Plebiscito, 20

Palazzo dell’Università

Il prossimo martedì 15 ottobre a Martina Franca, presso l’Associazione Artigiana in piazza Plebiscito, 17, tornano gli incontri pubblici proposti dall’Associazione SUD, nell’ambito dell’iniziativa internazionale, “Pace Diritti Umani Mediterraneo – PaDUMe”.

La programmazione per il biennio 2019-2020 si sviluppa attorno alla domanda: Chi sono i nuovi italiani e le nuove italiane?”

Al centro della riflessione del prossimo appuntamento saranno i grandi temi della Identità e della Responsabilità. Esiste una identità italiana? Tra interconnessioni globali, rigurgiti nazionalistici, responsabilità singolari come svelare l’inganno e far fronte al paradosso in politica, cultura, storia?

A dialogare con il pubblico della Valle d’Itria sono stati invitati Christian RAIMO, Francesco MIANO, Elly SCHLEIN.

A loro è affidato il compito di tracciare percorsi di riflessione e di offrire un ventaglio di pratiche e prospettive d’impegno per le nostre comunità.

Christian Raimo, scrittore e giornalista, è presente nel dibattito pubblico nazionale ed europeo con un’attenzione particolare al mondo della scuola, delle periferie, delle nuove formazioni di estrema destra in Italia e in Europa. Assessore alla cultura del Municipio III (Montesacro) di Roma Capitale. Il suo ultimo libro, edito da Einaudi nel giugno scorso, ha per titolo “Contro l’identità italiana”. Lontana, quindi, da ambiguità e facili compromessi, la sua tesi smonta, già dal titolo, la costruzione fittizia sulla quale si regge la narrazione delle posizioni populiste e sovraniste contemporanee, sia in Italia sia nel resto d’Europa e del mondo. Come fronteggiare e superare queste derive anti-democratiche? Nel Municipio III di Roma da un paio d’anni è in atto una interessante ed efficace iniziativa di partecipazione popolare, “Grande come una città”. Tornare alla politica, agendola in prima persona attraverso connessione dal basso, come possibilità del qui e ora, questa la sfida che riunisce intellettuali, amministratori, operatori della cultura, cittadini di ogni età e condizione.

Lo spigoloso tema della identità s’incrocerà con quello della responsabilità. Ad introdurre e confrontarsi con il pubblico di martedì sarà Francesco Miano, uno degli studiosi più attenti e di riferimento a livello europeo sui temi dell’etica della responsabilità. Docente di Filosofia morale presso l’Università di Roma Tor Vergata, Miano è stato per due mandati presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana e componente del gruppo di lavoro per il Sinodo mondiale della Chiesa Cattolica dedicato alla Famiglia.

Chi vuole, deve, può assumersi la responsabilità di traghettare istituzioni e comunità da un’epoca ormai nella sua fase terminale a un futuro tutto da delineare? Chi e come introdurre l’avvenire facendolo accadere qui ed ora? Ripartire dalla persona plurale in cerca di comunità per dare senso e corpo ad esistenze attive e trasformative di un presente attualmente bloccato e sempre più ripiegato su se stesso.

Elly Schlein non racconterà solo la sua esperienza di europarlamentare che si è fortemente spesa per la riforma del Trattato di Dublino, ma ci mostrerà come la grande sfida della politica in Europa non riguardi unicamente la dotazione di strumenti normativi aggiornati per determinare ingressi ed uscite per e dall’Unione economica, ma quanto urgente sia recuperare e ridare vigore con nuove prospettive positive all’originario progetto di Comunità europea. Affronterà il nodo che blocca il rapporto tra politica e cittadinanza attiva, tra necessità di una rinnovata azione politica plurale contro la paralisi di progettualità e visione che vede oggi i politici e loro organizzazioni/partiti ridotti ad una sterile azione amministrativa dell’esistente, riducendo i/le cittadini/e nella solo funzione di spettatori plaudenti e/o in fuga dalla cittadinanza attiva.

L’incontro sarà introdotto da Maria ANCONA, presidente dell’Associazione SUD, e sarà moderato da Bernardo NOTARANGELO, giornalista, già direttore delle Politiche Internazionali della Regione Puglia. 

NOTE RIASSUNTIVE SUL PROGETTO PaDUMe e ASSOCIAZIONE SUD

L’Associazione SUD opera dal1995 nel campo del dialogo interculturale, della promozione e tutela dei diritti umani, della conoscenza e valorizzazione dei territori e delle comunità locali nel quadro di iniziative internazionali, come il Programma Erasmus+ della Commissione europea.

Attori e beneficiari privilegiati delle nostre azioni sono giovani, donne, migranti.

I nostri progetti hanno sempre una dimensione internazionale, partono e/o arrivano in Valle d’Itria – Puglia.

Dal 2015 SUD è impegnata in una iniziativa denominata “PaDUMe – Pace Diritti Umani Mediterraneo”, inaugurata con Paola Caridi attraverso un colloquio pubblico attorno la cosiddetta ‘cittadinanza nomade’, sollecitato in seguito agli eventi legati all’Operazione “Mare Nostrum” e alla “crisi migratoria” anche lungo le cosiddette rotte balcaniche.

Nel triennio 2015-2018 – tenendo conto del concetto di “Frontiera” come espresso da Alessandro Leogrande – e in seguito dalla proposta filosofica di Donatella Di Cesare in “Stranieri residenti”, abbiamo realizzato alcuni scambi internazionali (Slovenia, Giordania, Tunisia, Serbia, Albania, Spagna) e una serie di appuntamenti/azioni in sede locale e nazionale.

Sono stati coinvolti in particolare giovani delle Scuole Superiori e universitari, ma anche un pubblico più ampio e diversificato per età e coinvolgimento nella vita pubblica.

Abbiamo avuto la presenza di illustri ospiti: Ágnes Heller, Donatella Di Cesare, Lucia Goracci, Paola Caridi, Raffaele K. Salinari, Michele Nicoletti, Alessandro Vanoli, Laura Silvia Battaglia, Chicco Elia, Simone Bozzato, Dafne Gogou, Alidad Shiri, Razi e Soheila Mohebi, Francesco Comina, Rosita Poloni, Manuela Markaj, Luisa Prayer, Tonino Battista.

Nel dicembre 2018, presso le Terme di Diocleziano a Roma, abbiamo chiuso questa fase con un dialogo tra Donatella Di Cesare e Lucia Goracci, e un concerto.

Nello stesso mese a Martina Franca abbiamo inaugurato il nuovo ciclo di riflessione sul tema “Chi sono i nuovi italiani e le nuove italiane?”.

Sono intervenuti: Alessandro Politi (direttore NATO Defense College Foundation), Cecilia Rinaldini (inviata esteri di Radio Rai), Teresa Diomede (imprenditrice)

La riflessione è poi proseguita a marzo 2019 con Evelina Santangelo (autrice del romanzo “Un altro mondo”, Einaudi – Libro dell’anno 2018 del programma radiofonico Fahrenheit) e a maggio 2019 con Luigi Di Piazza (Centro culturale “E. Balducci” di Zugliano-Ud) e Sabino Chialà (Comunità di Bose).

Con la nuova programmazione s’intende offrire alcune rilevanti coordinate per: la comprensione dei nuovi scenari geopolitici; l’interpretazione ed l’attraversamento delle nuove frontiere fisiche e culturali segnate anche dalle nuove connessioni tecnologiche, spaziali e temporali ‘imposte’ dalla globalizzazione; il disegno di un nuovo modo di abitare la terra rigenerando le relazioni tra i suoi abitanti.

Una particolare attenzione sarà data alle cosiddette seconde e terze generazioni, alla rigenerazione dei luoghi, alla “responsabilità” verso le generazioni future, al futuro dell’Europa come progetto politico sovranazionale, alle disuguaglianze nelle loro diverse declinazioni.

“PaDUMe” ha goduto del patrocinio e sostegno del Programma Erasmus+, della Regione Puglia e di un ampio partenariato comprendente enti ed organismi pubblici e privati, nazionali ed internazionali.