Privilegi

Cronaca

Nonostante la crisi, che non è solo economica, da noi continuano a esistere delle realtà che non dovrebbero avere più senso. Invece ci sono e non sembra che sussista la volontà per eliminarle.

 Ci riferiamo alle Regioni a statuto Speciale che, dati i tempi, appaiono anacronistiche e con privilegi, di molteplice natura, che lo Stato non dovrebbe più permettere. Per queste entità territoriali, è garantita una certa autonomia amministrativa. Come a scrivere che un’alta percentuale dei tributi nei territori interessati resta in “casa”.

L’istituto dell’autonomia, nato in tempi superati, non giova certamente allo Stato e rivela una dicotomia con la situazione economica del Paese. Col tempo, si è venuta a determinare una “differenza” di trattamento tra i cittadini della Repubblica. Per chi vive nelle zone a statuto speciale, i “privilegi” ci sono ancora. Nonostante il giro di vite che ci ha inquadrato tutti e ci ha reso più bisognosi. Anche sotto il profilo fiscale, le differenze si notano. Le autonomie locali hanno fatto il loro tempo.

 Se ne avvantaggerebbe, se non altro, l’economia della Penisola e si eliminerebbero agevolazioni riconosciute per legge. Se lo Stato ha bisogni di liquidi, ha da essere messo nelle condizioni di poter contare, con stesso peso e misura, su tutti i contribuenti. I “sostegni” fiscali territoriali non dovrebbero esistere più. Invece, ci sono ancora. Cambiare si può; ma solo se si vuole.

Giorgio Brignola