Il rinvio della politica

Diritti & Lavoro

Comunque s’evolva la politica nazionale, i redditi da stipendio e vitalizi saranno penalizzati. I rincari, proprio perché a tutto campo, non concederanno a nessuno di poterli evitare. Nonostante la deflazione, l’attuale giro di vite, costerà alle famiglie italiane almeno Euro 1500 in più rispetto alla cifra del corrente anno. A conti fatti, il 2020 sarà un anno ancora difficile. Sul fronte dell’occupazione, proprio per il degrado economico, la Cassa Integrazione non ha mai funzionato a ritmo tanto serrato. Sul fronte politico potrebbe andare peggio.

Non si riuscirà, tuttavia, a riciclare le migliaia di senza lavoro. Senza troppa convinzione sulle percentuali dell’ultima ora, è alla ricerca di un’occupazione il 10% dei lavoratori in più dell’anno precedente. Coloro che aspirano a un primo impiego (età compresa tra i 18 e i 25 anni) sono milioni. L’Italia ha bisogno di materie prime per poterle lavorare. I prezzi per il loro acquisto sarebbero ancora sostenibili; ma non è diminuito il costo del lavoro. Se l’Esecutivo non modificherà rotta, ci sarà sempre meno da produrre e da immettere sui mercati esteri. Solo nel settore agro/alimentare la situazione potrebbe essere meno sfavorevole. Ma sempre nel rigoroso rispetto delle normative comunitarie nel settore.

Dove non ci ha pensato il Governo, hanno provveduto le regole comunitarie che vincolano le produzioni agricole e i generi correlati. Le nostre eccedenze, non esportate non hanno utile mercato. Sul prezzo alla pompa dei combustibili per autotrazione, il “giallo” è totale. Siamo sempre più poveri e non ci resta che diversificare l’indispensabile dall’utile. Il superfluo lo abbiamo lasciato già da qualche tempo. Tra sacrifici e promesse non mantenute, il Popolo italiano tira avanti come può. Meglio, sarebbe, farci un esame di coscienza e chiedere a chi non abbiamo eletto, ma ci governa, d’aggiustare il “tiro”. Come a scrivere che, poter tornare al contraddittorio, la volontà dei pochi non basta più e la pazienza di molti è al limite.

Giorgio Brignola