Zinaida Solonari, il suo femminicidio si poteva evitare?

Cronaca

A gran voce si chiedono pene certe e più severe contro chi usa violenza e uccide le donne, ci sono le leggi, si cono le pene, e poi ci sono ancora tante donne, mogli, madri ammazzate. Qualcosa non funziona, ma cosa?

Ieri, sul corpo della povera Zinaida è stata effettuata l’autopsia, l’esame ha confermato che è morta a causa delle due coltellate sferrate alla gola dal marito, altri tagli sono stati trovati su una coscia, probabilmente un estremo tentativo di difesa da parte della donna. Zinaida Solari, 36 anni, è stata ammazzata dall’amore della sua vita, Maurizio Quattrocchi, 47 anni, che le ha teso un agguato in piena notte, il 5 ottobre scorso, al ritorno dal lavoro. La coppia viveva a Cologno al Serio con le loro figlie di 8 e 12 anni, e un’altra di 16 anni frutto di una precedente relazione della vittima, e che Quattrocchi aveva adottato. Zinaida aveva sporto ben due denunce nei confronti del marito e in meno di due settimane presso la caserma a Urgnano. I rapporti tra i due coniugi erano diventati molto tesi a causa della gelosia di lui, arrivato persino ad avere comportamenti violenti e a imporre alla moglie di lasciare per sempre il suo lavoro. Dopo le denunce la donna si è trasferita a casa della sorella, un gesto di ribellione che Zinaida ha pagato con la vita, infatti Quattrocchi aveva espresso la minaccia: “Se te ne vai, ti uccido e poi mi ammazzo anch’io”. Ha avuto il coraggio di commettere un femminicidio ma non di uccidersi. Un delitto pianificato o impeto di gelosia? Il problema è che ci possono essere tutte le leggi e le pene certe di questo mondo ma, a mio avviso, manca la prevenzione. La donna che denuncia non lo fa a cuor leggero, la decisione nasce da una scelta sofferta da parte di chi non ne può più, ed è terrorizzata per la propria vita e quella dei propri figli, se ne ha. Semplicemente farla trasferire da un parente non so quanto possa essere un deterrente nei confronti di chi è ossessionato nei confronti della sua vittima, che ama in modo malato e considera una sua proprietà. Il problema è che non essendoci reato non c’è nemmeno il colpevole, ma quando il reato si è verificato, e spesso è preannunciato, allora è troppo tardi, ma tardi veramente. Cosa fare per impedire questa strage continua di donne? È lampante che le procedure esistenti sono ancora inadeguate.

F.Moretti