Il taglio dei parlamentari e’ legge. Conte, giornata storica

Politica & Diritti

Ok definitivo dell’Aula della Camera al taglio dei parlamentari. Il disegno di legge costituzionale che riduce i deputati a 400 dai 630 attuali ed i senatori a 200 dagli attuali 315, e’ stato definitivamente approvato a Montecitorio con 553 voti a favore, 14 contrari e due astenuti. Trattandosi di un disegno di legge costituzionale, era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, pari a 316 voti.

“Approvato dal Parlamento il ddl costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari. Una riforma che incide sui costi della politica e rende più efficiente il funzionamento delle Camere. Un passo concreto per riformare le nostre Istituzioni. Per l’Italia è una giornata storica”. È quanto scrive su twitter il premier Giuseppe Conte.

Uno striscione con undici gigantesche poltrone e un paio di forbici enormi di cartone. Così i deputati M5s hanno festeggiato davanti a Montecitorio il via libera definitivo al taglio del numero dei parlamentari da parte dell’aula della Camera. All’arrivo di Luigi Di Maio, accompagnato da Riccardo Fraccaro e Federico D’Incà, lo striscione con le poltrone è stato strappato dai pentastellati e sotto è comparso un altro striscione con la scritta: “Meno 345 parlamentari, un miliardo per i cittadini”. Diversi deputati reggevano dei cartelli con la scritta “Meno parlamentari, più asili nido”. 

“Non credo che sia un taglio alla democrazia: questo paese ha 130 entità decisionali, il parlamento è ancora lì, il bipolarismo perfetto è in piena attività. I cittadini non mi stanno accusando di tagliare la democrazia, ma ci dicono bravi per aver tagliato un po’ di poltrone e di privilegi. Siamo stati e saremo sempre leali, faremo in modo che si attivino tutti i pesi e contrappesi di questa riforma”. Così il leader del Movimento 5 Stelle e ministro degli Esteri Luigi Di Maio a piazza Montecitorio dopo l’ok finale al taglio dei parlamentari.

 Il capo politico del Movimento cinque stelle, Luigi Di Maio, ha commentato fuori da Montecitorio il varo in via definitiva del taglio dei parlamentari. “Per noi quello di oggi e’ fatto storico, e’ una grandissima vittoria dei cittadini italiani. Passiamo da 945 a 600 parlamentari e lo facciamo con una riforma storica che ricorderanno tutti”, ha spiegato per poi aggiungere che “nessuno sta discutendo la centralita’ del Parlamento, ma la logica” e che si otterranno risparmi pari a “300 mila euro al giorno tutti i giorni”. Per il ministro degli Esteri si potranno “comprare 13 mila ambulanze, costruire 100 nuove scuole, comprare un centinaio di treni per i pendolari”, quindi “non un simbolo”, ma una “cosa vera per la vita dei cittadini”. 

Non solo risparmi, ma vantaggi anche sul fronte della semplificazione, Di Maio ha spiegato che “con meno parlamentari avremo meno testi pieni di emendamenti che complicano la vita degli italiani”. “Nessuno ci era riuscito prima – ha ribadito il leader M5s -. La novita’ di questi anni e’ stato il Movimento cinque stelle, abbiamo fatto votare praticamente tutti. Ringrazio – ha concluso – le forze politiche della coalizione di governo che hanno tenuto fede ai patti”.

“E’ il giorno che aspettiamo da sempre. Con il si’ trasversale delle forze politiche alla riduzione dei parlamentari il M5S fa la storia di questo Paese, scrivendo una stupenda pagina di democrazia. Dopo oltre trent’anni di promesse mancate finalmente il taglio di deputati e senatori e’ realta’: inizia una nuova stagione politica, ora al centro ci sono i cittadini e le risposte concrete alle loro istanze. Il Governo garantisce il massimo impegno per quella che sara’ a tutti gli effetti una legislatura costituente, con l’obiettivo di avvicinare le istituzioni agli italiani mettendole al servizio del Paese”. Lo dichiara il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro. “Le riforme – aggiunge – possono rappresentare l’elemento caratterizzante della maggioranza, a partire proprio dal taglio dei parlamentari che dimostra concretamente la volonta’ di mettere il bene comune davanti alle poltrone. L’Italia non sara’ piu’ lo Stato con il maggior numero di rappresentanti direttamente eletti in Europa e, con 400 deputati e 200 senatori, migliorera’ di molto la qualita’ della rappresentanza. Soprattutto, le Camere saranno in grado di rispondere meglio alle istanze del Paese garantendo piu’ efficienza e produttivita’ al processo legislativo. Il M5S, nel decimo anniversario della sua fondazione, porta a compimento una sua battaglia storica ma con questa riforma epocale vincono i cittadini, che hanno chiesto e ottenuto un segno tangibile della capacita’ della politica di autoriformarsi. Ora – conclude Fraccaro – si puo’ aprire una fase di rilancio delle istituzioni mettendo al bando gli interessi di parte per tornare ad avere come unico obiettivo il bene del nostro Paese”.

“Oggi abbiamo assistito in aula al momento piu’ alto del populismo nel nostro Paese. I partiti storici si sono accodati ai populisti. Con il voto a favore del taglio dei parlamentari, Forza Italia ha definitivamente rinunciato al proprio ruolo per accontentare la Lega e Salvini, ufficializzando di fatto, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la fine della sua storia politica e di quella del centrodestra. Dall’altro lato, anche il Pd, che per ben tre volte aveva votato contro questa proposta di riforma, si e’ arreso ai 5 Stelle, accettando una posizione di subalternita’. In questa fase, la politica in Italia e’ ostaggio del populismo. Liberali, popolari e riformisti hanno il dovere di unire le forze e di costruire una nuova casa politica”. Lo dichiara, in una nota, Stefano Parisi, leader di Energie per l’Italia, sul voto in aula per il taglio dei parlamentari. “La riforma, presentata in questo modo, e’ un attacco alla democrazia – prosegue Parisi -. Cosi’ la politica viene meno alle proprie responsabilita’, altera il sistema di rappresentanza territoriale senza preoccuparsi di applicare i necessari correttivi nel sistema elettorale e nei meccanismi costituzionali. Tutto questo solo per soddisfare i 5 Stelle, demagogici ed eversivi. E’ la vittoria dell’antipolitica. La riduzione dei parlamentari puo’ avere un senso non certo per risparmiare, ma se si applica per rendere piu’ efficienti i sistemi decisionali. Andrebbe quindi realizzata all’interno di una proposta di riforma che garantisca rappresentanza e governabilita’. Un riforma che riporti gli elettori a scegliere gli eletti e non ad avere dei parlamentari nominati da quattro segretari di partito. In questo quadro l’unica giustificazione data dai 5S, e’ quella demagogica del taglio della spesa pubblica. Ma l’Osservatorio per i conti pubblici – conclude Parisi – ha gia’ fatto notare come il risparmio sara’ di appena lo 0,007 per cento della spesa pubblica italiana. Di cosa parliamo?”. 

Attualmente la Camera dei deputati, con 630 eletti, e’ tra le ‘Camere basse’ in Europa quella in cui siede il numero maggiore di deputati. Ad oggi, infatti, solo il Bundestag tedesco ha un numero maggiore di eletti, pari a 709, cosi’ come la Camera dei Comuni del Regno Unito, con 650 componenti. Con l’approvazione definitiva della riforma costituzionale che riduce dagli attuali 630 a 400 totali i deputati italiani, la Camera dei deputati si allinea alle altre analoghe istituzioni elettive europee, restando tuttavia sempre tra quelle con un numero piu’ alto di eletti. E’ quanto risulta da un raffronto con i numeri degli altri parlamenti dell’Ue, elaborato dal servizio studi di Montecitorio. Confronto piu’ complicato per quel che riguarda il Senato italiano con le ‘Camere Alte’ degli altri paesi europei. Non solo perche’ diversi stati membri non hanno una struttura bicamerale, ma anche perche’ laddove e’ presente la ‘Camera Alta’, in alcuni casi questa non viene eletta direttamente dai cittadini. Con il taglio di 115 senatori (si passa dagli attuali 315 a 200 complessivi), contenuto nella riforma costituzionale che ha incassato l’ultimo via libera, la ‘Camera Alta’ italiana si allinea alle analoghe istituzioni europee. 

In Italia i 630 attuali deputati sono tutti eletti direttamente dai cittadini. La riforma costituzionale approvata in via definitiva li riduce a 400. In Europa sono poche le Camere Basse con un cosi’ elevato numero di eletti. va pero’ considerato il numero della popolazione e di abitanti per deputato eletto, non sempre corrispondente in quanto alcuni Paesi Ue sono meno popolosi dell’Italia. In un quadro decrescente, e dato per assodato il taglio dei deputati italiani, al gradino piu’ alto del podio si attesta la GERMANIA, con 709 eletti al Bundestag. Va pero’ ricordato che il Bundestag ha un numero variabile di eletti, con un numero minimo tassativo di 598 componenti. Al secondo posto figura la Camera dei Comuni del REGNO UNITO, con 650 componenti; segue la FRANCIA, con 577 membri, anche se e’ all’esame una riforma per ridurne il numero a 404. Anche la POLONIA ha una Camera Bassa con un numero alto di eletti, pari a 460. A scendere, seguono SPAGNA e SVEZIA, con rispettivamente 350 e 349 eletti. Poco sotto figura la ROMANIA, con 329 componenti. Infine, vanno elencate le Camere Basse di GRECIA (300 componenti), BULGARIA (240 membri), PORTOGALLO (230), REPUBBLICA CECA e FINLANDIA (200), UNGHERIA (199), PAESI BASSI (150), IRLANDA (158), DANIMARCA (179). La Camera Bassa con meno membri risulta essere il LUSSEMBURGO con 60 deputati. Ma, appunto, va fatto il raffronto con il numero complessivo della popolazione.