Una rosa per Norma Cossetto la giovane istriana infoibata dai partigiani comunisti slavi

Cronaca

Il Comitato 10 febbraio promotore della  nobile iniziativa

Giovanni Mercadante

Il Comitato 10 febbraio con un suo comunicato stampa fa sapere  che anche Altamura ha partecipato sabato 5 ottobre all’iniziativa “ Una rosa per Norma Cossetto”;  una manifestazione promossa in tutta Italia dal predetto Comitato in Italia e anche all’estero per onorare la memoria della giovane istriana, seviziata e uccisa nel 1943 dai partigiani comunisti slavi.

Con la semplice deposizione di una rosa in via Caduti delle Foibe, il Comitato 10 Febbraio ha voluto ricordare degnamente il sacrificio di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana di 23 anni che nel lontano 1943 venne sequestrata, stuprata e gettata in una foiba dai partigiani comunisti slavi.

Un gesto che va oltre ogni schieramento partitico che ha visto la partecipazione diffusa di oltre 120 città Italiane, ma anche di città americane come Arlington e New York.

La storia di questa giovane istriana è legata al campo profughi situato in Via Gravina, indicato come campo n. 65, inizialmente detto anche campo n. 2.

Nel 1943 i partigiani comunisti slavi si scagliarono contro le popolazioni giuliano-dalmate (penisola istriana); chi si opponeva all’esodo forzato, veniva ammazzato o gettato vivo nelle fosse carsiche. Per sfuggire a quel massacro, molti italiani furono costretti a lasciare la loro terra e trovare rifugio in Puglia, dove ad Altamura in particolare  fu allestito il predetto campo profughi.

Il campo era composto da 60 capannoni.

I referenti locali del Comitato 10 Febbraio stanno sensibilizzando  gli organi competenti e l’Amministrazione in carica al recupero di quell’area per farne un “museo della memoria”  con  l’apposizione di una targa all’esterno dell’area  con la seguente dicitura : “Campo degli esuli friuliani-dalmati-istriani”.

Lo scrivente nel libro “Altamura La regina della Murgia”/Giovanni Mercadante/Schena Ed. Fasano/1987 traccia una breve storia del campo con una foto dei capannoni all’epoca ancora in buono stato. Successivamente  sono stati in parte demoliti ed oggi resistono ancora alcuni esemplari a testimonianza di quella immane tragedia.

Inoltre, ancora in un’altra pubblicazione “Altamura e la Caserma del 31. Rgt. Carri” /Giovanni Mercadante/Schena Ed/2000  vengono descritti i due campi: quello dell’attuale caserma militare e del campo profughi con delle piantine di come erano allestiti i due complessi.

Frattanto sono state organizzate delle conferenze per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Oltre vent’anni fa, sotto l’amministrazione del sindaco Vito Plotino nella nuova zona residenziale  fu intitolata una strada Via Caduti delle Foibe.