Mese Missionario Straordinario

Diritti & Lavoro

EUROPA/IRLANDA –  “È tempo di rivitalizzare i nostri geni missionari, di rinnovare i nostri cuori per la missione”

MAYNOOTH  – “È tempo di rivitalizzare i nostri geni missionari, di rinnovare i nostri cuori per la missione” ha esortato l’Arcivescovo di Armagh, Eamon Martin, Presidente della Conferenza Episcopale Irlandese, durante la concelebrazione eucaristica che ha presieduto il 1° ottobre, aprendo l’Assemblea generale autunnale dei Vescovi dell’Irlanda, nell’oratorio di Santa Maria nel collegio di San Patrizio, a Maynooth.
Con questa celebrazione, trasmessa in streaming, l’Arcivescovo ha aperto ufficialmente il Mese Missionario Straordinario in Irlanda, invitando a riflettere sulle “potenti parole di Papa Francesco” nella Evangelii Gaudium “specialmente qui in Irlanda, dove sempre più parliamo di ‘missione’ nella Chiesa, piuttosto che di ‘mantenimento’.” Il Papa scrive: “Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione” (EG 27).
“Sotto molti aspetti – ha proseguito Mons. Martin nell’omelia, inviata a Fides dalla Conferenza episcopale – l’opzione missionaria dovrebbe essere come una seconda natura per noi qui in Irlanda, con la nostra gloriosa tradizione di impegno missionario. Ma essere veramente in ‘modalità missione’ in Irlanda significa aprirci nella Chiesa a un nuovo modo di essere, un nuovo modo di pensare, un nuovo modo di pregare, un nuovo modo di comunicare il nostro insegnamento”.
Il Presidente dell’Episcopato irlandese ha quindi ricordato le motivazioni per cui Papa Francesco ha indetto il Mese Missionario Straordinario, “riaccendere in ogni battezzato quella consapevolezza che siamo tutti chiamati alla missione, a testimoniare, a insegnare, a vincere gli altri per Cristo”, e le parole di San Giovanni Paolo II pronunciate durante la sua visita in Irlanda, nel 1979: “Il compito di rinnovamento in Cristo non è mai finito. Ogni generazione, con la sua mentalità e caratteristiche, è come un nuovo continente da vincere per Cristo”.
La sfida all’Europa di “trovare nuova vita e gioia in Cristo” viene accolta favorevolmente dalla Chiesa d’Irlanda: “riaccendere la gioia del Vangelo nel nostro paese; ritrovare la giovinezza e il coraggio che ispirarono San Colombano e i grandi missionari irlandesi dei tempi antichi; riscoprire l’avventura e l’ardore dei fondatori dei movimenti missionari irlandesi nei secoli più recenti”. Molte persone, specialmente i giovani, desiderano ardentemente trovare significato, scopo, speranza e valori durevoli, che la vita senza Cristo non può certo offrire. “L’Irlanda, e gran parte dell’Europa, è tornato a essere quel nuovo continente da vincere per Cristo” ha aggiunto.
L’Arcvivescovo ha quindi invitato a guardare all’esempio di Santa Teresa del Bambino Gesù, e ha invocato la sua intercessione, insieme a quella di San Francesco Saverio e di tutti i Santi missionari d’Irlanda, perché “benedicano i nostri sforzi durante questo mese straordinario della missione”.
Infine il Presidente della Conferenza episcopale ha raccomandato a diocesi, congregazioni e soprattutto ai giovani irlandesi, il progetto “Laudato Tree”, sponsorizzato dalla Società delle Missioni Africane che si ispira all’appello di Papa Giovanni Paolo II per il Sahel nel 1980 e all’enciclica di Papa Francesco sulla cura della nostra casa comune “Laudato Si”, del 2015. Il progetto suggerisce azioni concrete di sensibilizzazione e di educazione sulla fede e sull’ambiente, considerando che le vittime dei cambiamenti climatici sono le popolazioni più povere della terra. . (SL) (Agenzia Fides