Manovra: Gualtieri “30 miliardi e’ una cifra credibile”

Cronaca

“Una manovra da 30 miliardi? Si’, potrebbe essere una cifra credibile e ben definita. Rapporto deficit-pil? Meglio non dichiarare il 2,4% facendo alzare lo spread per poi fare il 2,04%”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ospite di “Mezz’ora in piu'”, su Rai tre. Il ministro Gualtieri ha annunciato anche che “probabilmente ci sara’ anche un decreto fiscale”. “Non faremo una manovra restrittiva”, assicura Roberto Gualtieri, “nonostante la richiesta che arriva dall’Europa che diceva di ridurre dello 0,6 il deficit strutturale”. Il ministro dell’Economia anticipa invece che “realizzeremo una piccola espansione, per conciliare l’equilibrio dei conti con l’impegno di ridurre il debito pubblico”, evitando pero’ quello che “avrebbe un effetto negativo sull’economia”. E sull’Iva: “Si può evitare l’aumento”.

“30 miliardi? E’ una cifra credibile. Ai 23 miliardi” per evitare l’aumento dell’Iva “sono da aggiungere altri miliardi per le politiche da mettere in campo. Comunque la cifra sarà definita dal Cdm”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, a ‘In mezz’ora in più’ su Rai3.

“Nell’atto di nascita di questo governo c’era una sfida molto importante, evitare l’aumento dell’Iva. Il passato governo aveva legiferato che l’Iva sarebbe aumentata fino a quota 23 miliardi. Secondo noi si può evitare recuperando i 107 miliardi di euro di evasione fiscale”, dice il ministro dell’Economia a Otto e Mezzo. “Aiutare il paese a migrare verso un sistema di modernizzazione dei pagamenti è, oltre a innovazione, anche un passo etico e morale per contrastare l’evasione fiscale”.

“Stiamo lavorando a varie opzioni, leggo sui giornali a indiscrezioni fantasione. Esistono varie ipotesi allo studio che in ogni caso produrrebbe una riduzione dell’Iva, non a un aumento. Questo attraverso una rimodulazione selettiva”, spiega. “Per esempio, una delle ipotesi potrebbe vedere alcuni prodotti, quelli di maggior consumo, con una riduzione dell’Iva, altri, quelli soggetti a maggior evasione, a una rimodulazione. Obiettivo del governo è fare un grande patto con gli italiani rimodernizzando il sistema dei pagamenti abbassando le commissioni bancarie. Si tratta di una trasformazione culturale e sociale che porterà a una riduzione consistente della pressione fiscale”, spiega ancora Gualtieri. “Un conto è il costo della transizione per l’utente, un conto – ed è effettivamente un problema – il costo per l’esercente. C’è una parte regolamentata da Bruxelles e una parte derivante dalla contrattazione privata per cui, soprattutto i piccoli, è molto alta. Per questo occorre ridurre in modo consistente le commissioni per gli esercenti. Il patto riguarda tutti” per far uscire l’Italia dal posto di fanalino di coda per il sistema di pagamenti digitali. “Non siamo a favore della flat tax ma siamo dell’idea di una tassazione progressiva. Per questo il cuneo fiscale è importante. Nei prossimi mesi l’impegno del governo sarà quello di abbassare il costo del lavoro”. “Il punto vero è stato che gli elementi di incertezza hanno aumentato il debito pubblico e disincentivato gli investimenti”, spiega ancora il titolare del Mef a proposito dei minibot. “Negli atti poi il precedente governo non ha fatto nulla di devastante ma quello che è stato particolarmente negativo è stata la costante tensione che si è tradotta in un costo aggiuntivo per il Paese”.